Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Migliaia di persone ieri in Calabria sul sagrato della Grande Basilica di Paravati, la Chiesa fortemente voluta da Natuzza Evolo, la mistica calabrese che “parlava con i morti” e che a Pasqua viveva il mistero delle stigmate. Per il nuovo vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Mons. Attilio Nostro, è stato un bagno di folla ed una vera e propria standing ovation. Omelia storica.
Migliaia di persone ieri in Calabria sul sagrato della Grande Basilica di Paravati, la Chiesa fortemente voluta da Natuzza Evolo, la mistica calabrese che “parlava con i morti” e che a Pasqua viveva il mistero delle stigmate. Per il nuovo vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Mons. Attilio Nostro, è stato un bagno di folla ed una vera e propria standing ovation. Omelia storica.
Il Papa questa volta ha colto davvero nel segno. Dopo settimane di riflessioni e di confronti, che per la Chiesa sono passaggi obbligati, alla fine la scelta del nuovo vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera Tropea è caduta su uno dei sacerdoti più illuminati e più preparati di Roma, don Attilio Nostro, originario sì di Palmi ma in realtà cresciuto e formatosi a Roma a pane e vangelo prima, e poi a dottrina e liturgia dopo, quando il giovane sacerdote ha incominciato a vivere e a respirare la magia dell’Università Lateranense. Qui si è formato don Attilio, e qui è diventato -suo malgrado- uno degli intellettuali più interessanti e anche più affascinanti della Chiesa di Francesco. Ieri a Paravati la sua prima uscita pubblica, in uno dei luoghi “più frequentati, più difficili, più discussi” della storia della chiesa calabrese.
Siamo sulla grande spianata di Paravati dove da anni sorge la Basilica che Natuzza Evolo volle fortemente vedere realizzata, proprio a due passi dalla sua casa natale, e che secondo Natuzza le sarebbe stata espressamente chiesta dalla Vergine Maria in uno dei tanti colloqui che la mistica calabrese raccontava di avere con la madre di Gesù.
La Basilica non è ancora aperta al culto, per via di una lunga controversia tra la Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime e la stessa Diocesi, e che oggi si è finalmente risolta, ma è una vicenda amara che solo un pastore di grandi vedute e di alto respiro teologico avrebbe potuto affrontare senza colpo ferire. Don Attilio Nostro ieri ha pronunciato qui la sua prima solenne omelia in cui non ha omesso nulla di nulla, e dichiarando il suo amore viscerale per la parola di Cristo.
Qui di seguito vi proponiamo in allegato il testo integrale di questa omelia di don Attilio Nostro, con la speranza di non aver tralasciato nulla di importante dei suoi passaggi principali, convinti come siamo che il discorso di don Attilio sul Sagrato della Basilica di Paravati rimarrà un fatto storico per la Chiesa moderna. Una precisazione ancora: don Attilio è andato a braccio, neanche uno straccio di appunto, e noi ci siamo limitati soltanto a sbobinare il testo registrato del suo discorso. Dire bellissimo, è poco.
A parte invece vi proponiamo anche l’intervento del Presidente della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime, Pasquale Anastasi, e che insieme all’omelia di don Attilio Nostro ha definitivamente chiuso uno dei capitoli più rissosi della storia di questa contrada dove tutto oggi “odora” “racconta” e “parla” del “profumo” di Natuzza Evolo.
APPUNTAMENTI IN AGENDA