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- Roma - Lunedì 27 Luglio 2026
Nazionale, Pirlo: "Non sono più candidato Ct". L'ambasciatore russo: "Solidarietà a lui"
L'ex azzurro fa chiarezza dopo le polemiche sullo sponsor: "Scelta commerciale, rammaricato da scontro pubblico". I vertici Figc cercano un nuovo profilo.
Svanisce l'ipotesi di vedere Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale italiana. È stato lo stesso ex regista azzurro ad annunciare via social di "avere appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana", attraverso un aggiornamento al post con cui aveva cercato di smorzare le polemiche legate al suo ruolo di global ambassador per un'agenzia di scommesse russa.
La decisione impone ora al presidente della Figc Giovanni Malagò, al dt Paolo Maldini e all’advisor Leonardo di virare su un nuovo profilo per la guida degli Azzurri in vista dei primi impegni di Nations League a settembre. In una nota diffusa sui propri canali, Pirlo ha spiegato le sue ragioni mantenendo integralmente la propria posizione: “Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti”.
“Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva – prosegue Pirlo – Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.
L'ex campione del mondo ha voluto esprimere comunque gratitudine verso i vertici tecnici: “Ringrazio Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
Sulla vicenda è intervenuto con un messaggio sul proprio blog anche l'ambasciatore russo in Italia, A.V. Paramonov, esprimendo vicinanza al tecnico: “Gentile Sig. Andrea Pirlo, Purtroppo, non ci conosciamo personalmente, ma come fan sportivo del mondo, sono familiare con i tuoi gol, grazie ai quali sei diventato una stella e una leggenda del calcio mondiale. Fino a poco tempo fa, non ero nemmeno a conoscenza del fatto che tu fossi il mio collega e, come scrive la stampa italiana, l’‘Ambasciatore della società russa Fonbet’.
Sullo sfondo della crisi diplomatica attuale, avere te come ambasciatore è senza dubbio un grande onore per qualsiasi paese e organizzazione. È un peccato che, nonostante il tuo contributo allo sport mondiale e all’immagine dell’Italia all’estero, tu sia stato cancellato qui in Italia dal tuo stesso establishment democratico pseudodemocratico, come è già successo con migliaia di atleti russi, conducenti, musicisti, artisti, direttori. Che questo non ti aiuti, ma noi siamo sinceramente e umanamente solidali con te. Anche se la squadra nazionale di calcio dell’Italia potrebbe rappresentare un serio avversario per la squadra nazionale di calcio russa in futuro nei campionati europei e mondiali”.
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