
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 25 Maggio 2026
Netflix, anteprima da record al Circo Massimo per Zerocalcare: "Due Spicci" chiude la trilogia animata sul disagio dei quarantenni
Oltre diecimila fan hanno affollato l'arena romana per il debutto del terzo e ultimo capitolo firmato da Michele Rech, disponibile in streaming dal 27 maggio. Il fumettista traccia un bilancio generazionale amaro tra precarietà, disillusione e la fine dell'attivismo politico tradizionale: dal riscatto personale alla solitudine dei coetanei di fronte alle crisi della vita.
Il legame viscerale tra un autore e la sua comunità di riferimento si solidifica ancora una volta nel cuore della Capitale, trasformando una proiezione cinematografica in un grande rito collettivo generazionale: al Circo Massimo Zerocalcare ha chiamato a raccolta il suo pubblico e più di 10.000 fan hanno risposto per vedere in anteprima la nuova serie “Due spicci”, su Netflix dal 27 maggio.
L'evento speciale ha celebrato il debutto del terzo e ultimo capitolo della saga di enorme successo del fumettista romano, concepita come la naturale chiusura di un cerchio narrativo e stilistico inaugurato con “Strappare lungo i bordi” e proseguito con “Questo mondo non mi renderà cattivo”.
Per l'artista di Rebibbia, il viaggio all'interno dell'animazione seriale ha rappresentato una catarsi personale e professionale inaspettata: “Mo non voglio fa’ l’emo, però mi ha dato un posto nel mondo, cioè la sensazione di essere riuscito a fare qualcosa che avesse un senso – ha detto il fumettista – a me m’ha aiutato a fare pace con l’esistenza mia”.
Se il percorso individuale del disegnatore ha trovato una sua sponda salvifica nel successo planetario delle sue opere, lo sguardo che Michele Rech posa sul contesto sociale circostante resta ancorato a un realismo disincantato e privo di retorica consolatoria. Attraverso i personaggi della nuova serie porta alla luce i cambiamenti, lo spaesamento, la frustrazione, la disillusione dei suoi coetanei: 40enni che capiscono che il cerchio prezioso degli amici non è più sufficiente a schivare le difficoltà che la vita presenta. La maturità anagrafica si scontra con l'assenza di tutele sistemiche, trasformando il futuro in un'incognita claustrofobica: “Le persone intorno a me stanno abbastanza alle macerie, in verità, nel senso che quelle che erano le aspettative, le traiettorie di vita che si immaginavano non si sono realizzate. – ha detto – cominciano ad arrivare anche gli acciacchi, cominciano ad arrivare una serie di questioni che quindi, senza garanzie, con una pensione che probabilmente non arriverà mai, con delle vite ancora traballanti, non so, è proprio il tema dei prossimi anni, temo”.
L'analisi di Rech si spinge oltre il vissuto intimo e va a toccare i nodi scoperti della partecipazione pubblica, evidenziando una profonda mutazione antropologica nel modo di intendere l'impegno civile e sociale rispetto ai decenni precedenti. E la politica, in questo scenario, non sembra più in grado di fare la differenza. L'attivismo si è atomizzato, riducendosi a fiammate emotive estemporanee prive di una reale visione a lungo termine: “La politica io penso sia tornata tanto nelle vite delle persone, nel conversato, nel rappresentarsi etc. – ha detto Rech – Magari ci sono dei momenti collettivi come possono essere le manifestazioni che precipitano in una piazza da un milione di persone, però poi non sono percorsi che si svolgono insieme, vertenze che si organizzano insieme e questa cosa qua è un cambiamento effettivamente molto grosso”.
Una frammentazione che lascia l'individuo solo di fronte alle macerie del presente, tema centrale di un'opera che si preannuncia come il manifesto più maturo e amaro dell'intera produzione dell'autore romano.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















