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Al vertice di Parigi la presidente UE lancia il piano per i piccoli reattori modulari e annuncia 200 milioni di garanzie per gli investimenti privati.
Al vertice di Parigi la presidente UE lancia il piano per i piccoli reattori modulari e annuncia 200 milioni di garanzie per gli investimenti privati.
Ursula von der Leyen segna un cambio di rotta storico per la politica energetica dell'Unione Europea, definendo il progressivo disimpegno dall'atomo degli ultimi decenni come un grave errore strategico. Intervenendo al summit sul nucleare nella capitale francese, la presidente della Commissione Europea ha osservato con preoccupazione come la quota di elettricità nucleare nel mix continentale sia passata dal 33% del 1990 al misero 15% attuale. Questa contrazione, secondo von der Leyen, ha indebolito l'indipendenza e la competitività europea, rendendo necessario un ritorno immediato a una fonte che definisce affidabile, conveniente e fondamentale per la decarbonizzazione del sistema produttivo.
La nuova visione di Bruxelles non intende porre il nucleare in contrapposizione alle energie rinnovabili, ma propone una loro integrazione sinergica per massimizzare la resilienza delle reti. Se le fonti solari ed eoliche garantiscono i costi di produzione più bassi, la loro intrinseca volatilità richiede la stabilità del nucleare per assicurare una fornitura costante 24 ore su 24. Per accelerare questa transizione, la Commissione punta con decisione sui piccoli reattori modulari (SMR), con l'ambizione di renderli operativi entro l'inizio degli anni '30. Questo nuovo corso tecnologico non servirà solo al fabbisogno interno, ma è visto come una preziosa opportunità di esportazione ad alto valore aggiunto che potrebbe riportare l'Europa in una posizione di leadership tecnologica globale.
Il piano d'azione presentato a Parigi si fonda sulla semplificazione burocratica e sul sostegno finanziario diretto per attrarre i capitali privati. Von der Leyen ha annunciato l'introduzione di "sandbox normative" per testare i reattori di nuova generazione in contesti controllati e l'istituzione di una garanzia da 200 milioni di euro, finanziata tramite i proventi del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), per ridurre il rischio degli investitori. Accanto a queste misure, la Commissione prevede di investire oltre 5 miliardi di euro nella ricerca sulla fusione e di promuovere una cooperazione transfrontaliera rafforzata tra gli Stati membri per creare catene del valore europee autonome, garantendo così la sicurezza degli approvvigionamenti di combustibile nucleare.
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