Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 4 Giugno 2026

Nucleare, Pichetto: "Entro Natale avremo i decreti attuativi della legge delega"

La strategia mira a reinserire l'energia atomica nel mix energetico nazionale, con obiettivi di produzione dal 11 al 22%. Pichetto ha sottolineato la sostenibilità dei piccoli reattori modulari rispetto all'energia solare e ha garantito che il nucleare sarà esclusivamente civile. 

Condividi questo articolo

"Entro Natale avremo i decreti attuativi della legge delega sul nucleare". Così il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in conferenza stampa alla Camera dopo l'approvazione in prima lettura del disegno di legge delega sul nucleare.

Il titolare del dicastero ha tracciato la rotta per il reinserimento dell'energia atomica nei panieri di approvvigionamento dello Stato, ipotizzando l'allacciamento alla rete dei primi moduli produttivi “nel 2034-2035”.

Rispetto al numero di centrali da edificare, Pichetto ha evidenziato come le variabili siano legate alla risposta dei mercati e all'evoluzione delle tecnologie disponibili, ma ha ricordato che gli obiettivi programmatici generali sono già definiti: “Nel Piano nazionale dell'energia abbiamo indicato una percentuale del nucleare nel mix fra l'11 e il 22%”.

La strategia governativa punta a ridare certezze normative alle imprese e agli investitori, pianificando le risposte all'aumento dei consumi previsto per la transizione digitale. Stando al ministro, infatti, “l'obiettivo del governo con il ddl è consegnare al paese il quadro giuridico che renda possibile fare le scelte per avere l'energia per i propri decenni”.

Il capo del dicastero dell'Ambiente ha posto l'accento sulla natura esclusivamente pacifica dei futuri reattori, dichiarando: “riguarda solo il nucleare civile” e aggiungendo “condivido il non utilizzo per il militare”.

Il ministro ha poi difeso la sostenibilità territoriale dei piccoli reattori modulari rispetto alle grandi distese di pannelli solari necessarie per eguagliare la stessa capacità produttiva: “Il nucleare è una scelta energetica, ma anche ambientale e paesaggistica. Un piccolo reattore modulare occupa 3 campi di calcio. Per avere la stesa produzione, servono 3000 campi di calcio di pannelli fotovoltaici”. Una scelta dettata anche dalle previsioni sui carichi di consumo della rete industriale: il disegno di legge “deve mettere il paese in grado di rispondere alla domanda di energia in crescita. Tutti gli esperti prevedono un'esplosione della domanda, per i data center e l'industria. Dobbiamo integrare le rinnovabili con il nucleare e l'idrogeno, non sostituirle”.

Infine, a chi paventava il rischio di un blocco referendario, Pichetto ha risposto scommettendo sulla razionalità della transizione: “il consenso va valutato in base alla trasparenza. Dobbiamo dare tutte le informazioni necessarie. Sto notando una maggiore propensione dei giovani a fare valutazioni scientifiche. Poi siamo in democrazia, c'è gente che si è presentata alle elezioni con un programma per la decrescita. Io invece spero che non si facciano passi indietro”.

Il primo via libera incassato alla Camera dei Deputati segna una tappa fondamentale per il testo di riforma, approvato con 155 voti a favore, 86 contrari e 8 astensioni. Il documento viene ora trasferito al Senato della Repubblica per la seconda lettura; l'auspicio della maggioranza è di giungere all'approvazione formale e definitiva prima dell'interruzione estiva dei lavori parlamentari.

Attraverso lo strumento della legge delega, il Parlamento affiderà al governo il compito di emanare, entro un anno, i decreti legislativi necessari a regolamentare la produzione energetica da fonti atomiche sostenibili, la ricerca sulla fusione e i protocolli per lo stoccaggio sicuro dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.

I decreti dovranno delineare le procedure autorizzative per la messa in funzione di micro-reattori e piccoli moduli (SMR e AMR), la produzione di idrogeno e la riorganizzazione della governance delle agenzie di controllo. I criteri direttivi impongono l'adozione dei più severi standard di sicurezza internazionali, la semplificazione burocratica e l'introduzione di adeguate misure di compensazione economica per i territori e i comuni che ospiteranno gli insediamenti energetici.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti