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  • Mercoledì 11 Febbraio 2026

Padova: primo intervento "awake" su bambino di 9 anni, rimossa lesione cerebrale

Eccellenza in Veneto: il piccolo paziente è stato svegliato durante l'operazione per monitorare il linguaggio. E' già tornato a casa.

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Per la prima volta in Veneto, l'Azienda Ospedaliera di Padova ha portato a termine con successo un delicatissimo intervento di neurochirurgia pediatrica a paziente sveglio. Protagonista un bambino di soli 9 anni, affetto da una lesione parieto-temporale sinistra profonda che comprometteva gravemente le sue capacità sensoriali, spaziali e linguistiche.

L’operazione, coordinata da Luca Denaro (Direttore della Neurochirurgia Pediatrica) e Marina Munari (Direttrice di Anestesia e Rianimazione), rappresenta un traguardo di rilievo internazionale: al mondo si contano solo 130 casi simili, con un’età media dei pazienti solitamente più alta (12 anni).

L’equipe ha utilizzato la metodica avanzata denominata "asleep-awake-asleep" (dormi-sveglia-dormi). Questa procedura è stata fondamentale per asportare la massa tumorale riducendo al minimo il rischio di danni permanenti alle aree nobili del cervello.

Il dottor Denaro ha illustrato le fasi cruciali del protocollo: nella prima fase (Asleep), il bambino è stato sottoposto ad anestesia totale per l'apertura e l'approccio alla lesione.

Nella seconda fase (Awake), il momento più critico, il piccolo è stato svegliato sul tavolo operatorio. In questa fase, neuropsicologi e logopedisti gli hanno somministrato test specifici per verificare in tempo reale l’integrità dei circuiti del linguaggio e del movimento mentre i chirurghi completavano l'asportazione.

Poi, una volta terminata la fase di monitoraggio funzionale, nel corso della fase 3 (Asleep) il paziente è stato nuovamente addormentato per la chiusura.

L’intervento è perfettamente riuscito: la lesione è stata rimossa completamente e i test post-operatori hanno confermato l'assenza di deficit. "Il bambino sta bene ed è già stato dimesso", ha dichiarato Denaro. "Avrà una vita del tutto sovrapponibile a quella dei suoi coetanei".

Questa metodica si conferma come lo standard d'oro per il trattamento di tumori cerebrali, epilessie farmacoresistenti e lesioni vascolari situate in zone del cervello ad alto rischio funzionale.

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