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  • Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026

Superbonus, Ricchiuti (FdI): "Una voragine da 131 miliardi che pesa ancora sui conti dello Stato"

Il dirigente nazionale di Fratelli d'Italia attacca il governo Conte II: "Dati Enea impietosi. Truffe, zero ritorno ambientale e risorse sottratte alle emergenze del Paese".

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"Il Superbonus lasciato in eredità dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico continua a presentare il conto agli italiani. I dati ENEA appena diffusi, aggiornati al 31 maggio, certificano che l'onere a carico dello Stato per il Superbonus ha superato i 131 miliardi di euro, una cifra che equivale a quasi sei intere leggi di bilancio, considerando che l'ultima Manovra approvata dal governo Meloni vale circa 22 miliardi di euro.

Solo nel 2026, del resto, lo Stato verserà per il Superbonus circa 40 miliardi di euro, più del doppio dell'intera legge di bilancio di quest'anno.

Oltre 500mila edifici sono stati coinvolti in tutta Italia, e questi numeri vanno confrontati con la promessa di partenza. Quando il governo Conte II, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, fece approvare la misura nel 2020, la Ragioneria Generale dello Stato stimava un impatto sui conti pubblici di 35 miliardi di euro fino al 2035. Oggi siamo già a quasi quattro volte quella cifra, con la misura non ancora del tutto esaurita. Il motivo è scritto nei numeri ed è tutto nel modo in cui la norma fu scritta da quella maggioranza. Nessun tetto di spesa, cessione del credito libera e senza controlli reali, nessuna verifica seria sulla platea dei beneficiari.

Un errore che non ha soltanto fatto esplodere il costo per lo Stato, ma ha spalancato le porte alla criminalità organizzata del profitto fiscale. Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate hanno finora sequestrato quasi 9,3 miliardi di euro di crediti falsi legati a lavori mai eseguiti o gonfiati, e le indagini continuano ancora oggi.

Chi ha scritto quella norma non ha previsto che senza controlli il denaro pubblico sarebbe diventato terreno di caccia per chi voleva arricchirsi sulle spalle dello Stato.

E c'è un secondo dato che pesa quanto le truffe. I numeri ENEA dicono che quasi un edificio su due tra quelli agevolati dal Superbonus, il 48,7%, è una villetta o un'abitazione unifamiliare, non un condominio popolare o un edificio di edilizia sociale. Lo Stato, cioè la collettività, ha finanziato al 110% la ristrutturazione delle case dei più benestanti, mentre il conto lo pagano tutti, comprese le famiglie che una villetta non ce l'hanno e non ce l'avranno mai. E il tutto per riqualificare appena il 4% del patrimonio edilizio residenziale italiano, come dimostrano gli stessi dati Istat ed Enea. Perché a conti fatti nemmeno l'obiettivo ambientale, quello sbandierato per giustificare una spesa così enorme, è stato raggiunto. Lo dice la Banca d'Italia in uno studio ufficiale, secondo cui il Superbonus avrebbe abbattuto le emissioni di CO2 di meno dello 0,2% del totale nazionale, con un ritorno ambientale che ripagherebbe il costo sostenuto solo dopo decenni. Un fallimento su tutta la linea, dal punto di vista dei conti pubblici, della sicurezza dello Stato dalle frodi e persino dell'obiettivo climatico che avrebbe dovuto giustificarlo.

Ed è proprio questo il punto che chi oggi ci attacca continua a ignorare. Ogni euro che lo Stato versa ancora per onorare quella norma scritta male è un euro che il governo Meloni non ha per intervenire con più forza su altri fronti, a partire dal caro carburante. Eppure il governo Meloni, con l'ultimo intervento, ha superato i 2,1 miliardi di euro complessivamente stanziati dal 2022 su questo fronte, oltre alla riduzione dell'IRPEF e al taglio del cuneo fiscale per i lavoratori. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo, nonostante i margini di manovra ridotti da chi ci ha preceduto.

I soldi non piovono dal cielo. Lo vengano a dire agli italiani, quelli che oggi ci attaccano su questo: il vero responsabile del margine stretto ha nome e cognome, ed è il maldestro governo giallorosso di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, di cui tutti gli italiani pagano ancora oggi le conseguenze".

Lo ha dichiarato il dirigente nazionale di Fratelli d'Italia Lino Ricchiuti.

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