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  • Padova - Martedì 16 Giugno 2026

Padova si candida a Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2028, Maurizio Cattelan sarà direttore artistico

Insieme al celebre maestro nativo della città del Santo, scendono in campo le curatrici Marta Papini e Myriam Ben Salah per strutturare un palinsesto inclusivo incentrato sulla sperimentazione, il legame con il territorio e la decostruzione dei linguaggi del potere.

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La città di Padova ha formalizzato la trasmissione della documentazione ufficiale al Ministero della Cultura per concorrere all'assegnazione del titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2028.

Una candidatura che punta a ridefinire il posizionamento del centro veneto all'interno dei circuiti artistici internazionali, facendo leva su un'eredità storica riletta attraverso una forte sensibilità contemporanea.

Il fulcro del progetto padovano risiede nella scelta delle figure chiamate a guidare l'intera impaginazione scientifica e festivaliera. La direzione artistica della candidatura è stata infatti delegata a Maurizio Cattelan, autore di fama planetaria originario proprio del capoluogo patavino.

Accanto a lui opereranno Marta Papini, critica d'arte la cui metodologia operativa è storicamente focalizzata sulla sinergia con le realtà comunitarie e i territori, e Myriam Ben Salah, attuale vertice della Renaissance Society di Chicago e impegnata nel ruolo di curatrice per il Padiglione francese nel corso della corrente Biennale d’Arte.

Il disegno programmatico esprime la volontà di attivare una fitta rete di collaborazioni tra il tessuto istituzionale, l'universo accademico e i soggetti privati locali.

L'assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio, ha illustrato lo spirito profondo e i presupposti teorici che animano il dossier, soffermandosi sul titolo evocativo scelto per le linee guida e sull'importanza del riavvicinamento tra la città e la sua figura artistica più celebre: “Questo progetto nasce dalla convergenza di una molteplicità di soggetti fondamentale è il nome, “Ancora imparo, esercizi di dissidenza”: è la cifra di Maurizio Cattelan che decostruisce i riti, miti, il potere, il mercato, ma ha deciso incredibilmente di ritornare a Padova, città da cui si era allontanato e ci ritorna nella consapevolezza che Padova oggi è in grado di accogliere il suo approccio culturale, di farlo proprio ovviamente nel massimo rispetto dell’autonomia della direzione artistica che con Marta Papini e Myriam Ben Salah ha un profilo assolutamente internazionale. Una grande sfida per la città, per una Padova che si vuole sempre più europea, sempre più inclusiva e internazionale”.

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