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  • Roma - Venerdì 22 Maggio 2026

Papa Leone XIV: "La tecnologia non calpesti la dignità della persona"

Ricevendo i partecipanti al convegno promosso dai Dicasteri per la Comunicazione e per la Cultura, il Pontefice lancia un severo allarme sui rischi legati all'intelligenza artificiale e ai chatbot. Sollecitata una guida etica affinché i nuovi strumenti rimangano al servizio della persona.

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Il magistero della Chiesa cattolica pone sotto una rigorosa lente d'ingrandimento i processi di digitalizzazione di massa e lo sviluppo dei sistemi di computazione avanzata, sollevando profondi interrogativi di carattere antropologico ed etico.

Nel corso dell'udienza speciale concessa stamane all'interno del Palazzo Apostolico in Vaticano, Papa Leone ha rivolto un articolato discorso ai partecipanti al Convegno internazionale “Custodire voci e volti umani”. L'appuntamento, promosso dal Dicastero per la Comunicazione in stretta sinergia con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, è stato calendarizzato in corrispondenza delle celebrazioni per la 60.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, offrendo la piattaforma ideale per un'anticipazione delle direttrici dottrinali del Pontefice.

Nel corso della sua allocuzione, il Santo Padre ha denunciato le derive di un progresso scientifico slegato da una solida base umanistica, evidenziando come l’umanità si trovi spesso “tristemente” di fronte ad una “promozione e implementazione sfrenata della tecnologia a scapito della dignità umana” che causa danni quando “i chatbot e altre tecnologie sfruttano il nostro bisogno di relazioni umane”.

Questa presa di posizione giunge in un momento particolarmente significativo, collocandosi alla vigilia della pubblicazione della sua prima enciclica, un documento solenne che sarà dedicato interamente all'approfondimento di tali tematiche contemporanee. Il capo della Chiesa ha poi voluto lanciare un severo monito circa lo smarrimento dell'identità personale e spirituale indotto dalle dinamiche virtuali, sottolineando con gravità che “stiamo davvero vivendo un’eclissi del senso di ciò che significa essere umani”.

Il quadro di indirizzo pastorale e il ruolo attivo che le strutture ecclesiastiche sono chiamate a esercitare per arginare la spersonalizzazione algoritmica sono stati ulteriormente declinati nel prosieguo delle riflessioni istituzionali. Papa Prevost ha infatti ribadito che il compito primario della Chiesa risiede nel perseguire quel desiderio cristiano “che tutti ‘siano salvati e giungano alla conoscenza della verità'”.

Questo orizzonte spirituale, secondo la visione ecclesiastica, non deve rimanere confinato alla sfera teologica, ma deve tradursi in una prassi operativa e regolatoria concreta: esso deve, quindi, “guidare non solo le nostre decisioni e azioni, ma anche l’uso e l’orientamento da dare ai media, alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale, al fine di garantire che questi strumenti siano posti al vero servizio dell’umanità”.

Il richiamo d'Oltretevere mira dunque a riaffermare la centralità del nucleo umano e della coscienza morale su qualsiasi forma di automazione industriale e comunicativa.

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