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- Roma - Giovedì 20 Agosto 2026
Pensioni, il piano Inps per i giovani: "Lavoro centrale e nuovo salvadanaio previdenziale fin dalla nascita"
Il presidente Fava al Corriere della Sera: servono occupazione, defiscalizzazione per i rientri dall'estero e un terzo pilastro di risparmio.
Affrontare il tema previdenziale partendo prima di tutto dalle dinamiche del mercato del lavoro. È la ricetta del presidente dell’Inps, Gabriele Fava, intervenuto in un’intervista al Corriere della Sera per analizzare le prospettive del sistema pensionistico e le criticità legate all'inverno demografico, definito come “la grande questione dei prossimi vent’anni”.
“Per i giovani c’è il rischio di avere pensioni basse solo se la loro carriera lavorativa è povera e discontinua. Per questo ci vuole un deciso cambio di paradigma”, premette Fava, aggiungendo: “Voglio dire che non bisogna sempre cominciare dalla previdenza, ma dal lavoro, perché è dal lavoro che parte tutto e si innesca quel circolo virtuoso che serve ai giovani. Per la sostenibilità del sistema bisogna puntare su occupazione, produttività e contrasto al sommerso”.
Il vertice dell'ente previdenziale ribadisce la necessità di estendere la platea degli occupati: “Dobbiamo aumentare l’occupazione giovanile e femminile, una priorità per la tenuta sociale del Paese”.
Sul piano delle proposte concrete per favorire le assunzioni e il rientro delle competenze dall'estero, Fava propone misure mirate per il tessuto produttivo: “Penso che bisognerebbe concedere una defiscalizzazione a termine, diciamo per 5-7 anni, alle imprese che assumono e pianificano la crescita professionale e retributiva dei giovani andati all’estero che vogliano tornare in Italia. Così come ci vorrebbe una politica premiale per le aziende che scelgono di emergere dal sommerso, in particolare in agricoltura. L’obiettivo è sempre lo stesso: avere più lavoratori stabili, carriere continuative e retribuzioni migliori in relazione alla produttività, premiando le imprese che innovano. Il tutto per avere più contribuenti, ma anche una maggiore contribuzione pro capite, grazie a stipendi migliori”.
Tra gli elementi innovativi avanzati nell'intervista figura l'introduzione di una nuova forma di tutela da affiancare a quelle esistenti: “Credo che, sempre nell’ottica di un approccio preventivo ai problemi, si debba cominciare a ragionare anche su un terzo pilastro della previdenza” che “dovrebbe essere ancora a capitalizzazione e centrato sul risparmio previdenziale fin dalla nascita”.
Entrando nel dettaglio dello strumento, il presidente spiega: “Si potrebbe pensare a un libretto di risparmio al portatore, una sorta di salvadanaio previdenziale, inizialmente alimentato con un contributo dello Stato alla nascita, e poi da genitori e nonni, per far sì che quando la persona si affacci al mercato del lavoro abbia già un capitale che potrà continuare ad accrescere fino al momento della pensione”.
Fava conclude confermando la disponibilità dell'ente a supportare il progetto: “L’Inps è pronta a collaborare, sono convinto che un terzo pilastro possa aiutare la previdenza dei giovani”.
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