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  • Roma - Giovedì 30 Luglio 2026

Pnrr, raggiunti 416 obiettivi su 575: incassati quasi 166 miliardi. Oltre 500mila i progetti conclusi

L'Italia supera nettamente la media europea per traguardi e fondi ottenuti. Al vaglio di Bruxelles una rimodulazione da 2,1 miliardi di euro per potenziare Industria 5.0, housing sociale ed edilizia residenziale pubblica.

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Prosegue la marcia dell'Italia sull'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con numeri che posizionano il Paese in netto vantaggio nel panorama continentale.

Come si evince dal Monitoraggio ufficiale aggiornato al primo luglio scorso, "in merito all'attuazione del Pnrr in Italia, considerando l'erogazione della nona rata l'Italia ha raggiunto il 72,3% dei suoi traguardi e obiettivi (416 su 575) e ha incassato l'85,4% delle risorse previste (165,99 miliardi sui 194,4 miliardi totali)".

Un ruolino di marcia che stacca il resto dell'Unione: nel Quadro di sintesi sullo stato di attuazione viene infatti sottolineato che "secondo i dati della Commissione tali risultati sono notevolmente superiori alla media degli altri 26 Stati dell'Ue: essi hanno raggiunto il 57,9% dei traguardi e obiettivi previsti (3.281 su 5.671 complessivi) e hanno incassato il 68,7% delle risorse previste (262,5 miliardi sui 382,2 miliardi previsti)".

La Relazione evidenzia inoltre che a giugno il governo ha avanzato all'Ue un'ultima proposta di revisione, attualmente all'esame della Commissione e in attesa del varo definitivo del Consiglio dell'Unione.

La manovra prevede una rimodulazione delle risorse pari a 2,1 miliardi di euro, frutto di una serie di definanziamenti mirati. Il taglio principale riguarda la riforma sulla società di noleggio di materiale rotabile (RoSCo) per 1,2 miliardi, seguita dal bando "LogIN Business" sulla digitalizzazione logistica per 90 milioni.

Sul fronte agricolo è prevista una sforbiciata di 12 milioni per l'innovazione e la meccanizzazione e di 158 milioni per il Parco agrisolare, mentre per l'ambiente e la sicurezza energetica la riduzione ammonta a 232 milioni, distribuiti tra colonnine di ricarica, fognature, depurazione, agrivoltaico e materie prime critiche.

A questi interventi si aggiunge la possibile fuoriuscita dal Piano del credito d'imposta per il Sud e per le Zes, per circa 500 milioni, a causa di difficoltà legate alla rendicontazione.

Il tesoretto di oltre 2 miliardi recuperato dalla rimodulazione verrà immediatamente reimpiegato in ambiti strategici, puntando con decisione su efficientamento energetico, Industria 5.0, housing sociale e piccole e medie imprese. Nel dettaglio, le nuove iniezioni di liquidità prevedono un miliardo per lo strumento finanziario dell'housing sociale con focus sull'efficientamento, 700 milioni trasferiti sulla misura Industria 5.0 e 200 milioni per l'edilizia residenziale pubblica (ERP). Ulteriori 173 milioni andranno a promuovere le rinnovabili per le comunità energetiche, 94 milioni finanzieranno l'acquisto di treni elettrici e 32 milioni supporteranno l'autoproduzione verde nelle Pmi.

Sul fronte dell'avanzamento amministrativo, la banca dati ReGiS restituisce un quadro in forte accelerazione. Su un totale di quasi 673mila progetti monitorati, che impegnano risorse per oltre 173,3 miliardi di euro, sono ben 503.641 quelli già portati a termine alla data del primo luglio. Le iniziative concluse rappresentano il 74,9% del totale numerico e assorbono 41,03 miliardi, pari a circa il 23,7% dei fondi.

Restano aperti poco meno di 169mila cantieri e progetti, che corrispondono al 25,1% del totale ma catalizzano il grosso degli investimenti, assorbendo 132,2 miliardi. Ai nastri di partenza figurano infine soltanto 16 progetti ancora da attivare, per un controvalore residuo di 8 milioni di euro.

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