Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 7 Agosto 2026

Processo Maradona, la drammatica testimonianza del massaggiatore: "Non voleva lavarsi, né mangiare"

Nicolás Taffarel descrive in aula gli ultimi giorni di vita dell'ex campione argentino a San Isidro: "Fisicamente era gonfio, ma non vedevo azioni concrete dai medici".

Condividi questo articolo

Un'icona ormai arresa e priva di forze: è il ritratto di Diego Armando Maradona tracciato dal massaggiatore professionista Nicolás Taffarel durante la sua deposizione al tribunale di San Isidro, nell'area metropolitana di Buenos Aires.

Nel procedimento per la morte dell'ex Pibe de Oro figurano sette sanitari dell'équipe medica sul banco degli imputati. Taffarel ha ricostruito il progressivo declino del campione, apparso drammaticamente evidente dopo l'operazione al cervello sostenuta nel novembre 2020: "Non voleva alzarsi dal letto, non voleva mangiare, non voleva cambiarsi i vestiti né lavarsi".

Ripercorrendo le prime fasi del recupero, il testimone ha ricordato una temporanea ripresa prima del tracollo: "All'inizio del periodo di isolamento domiciliare, Maradona si è ristabilito psicologicamente. Aveva ritrovato la sua grinta rispetto a prima, quando faceva fatica ad avviare conversazioni o aveva vuoti di memoria. Fisicamente, per quanto riguarda le capacità motorie, era lo stesso di sempre. Aveva difficoltà a camminare e a muoversi".

Le condizioni di salute dell'ex fuoriclasse sono però precipitate con il trasferimento nella residenza del Tigre, dove Taffarel si recava regolarmente: "Non voleva alzarsi dal letto, non voleva mangiare, non voleva cambiarsi i vestiti né lavarsi. Non voleva nemmeno un massaggio. Ero lì nel caso mi avesse chiamato, ma non voleva niente. Fisicamente era gonfio, con le gambe gonfie. L'edema alle gambe non diminuiva, anzi, continuava a peggiorare".

Il massaggiatore ha quindi manifestato forti perplessità sulle cure somministrate: "Ho chiesto se prendesse diuretici e l'infermiera mi ha risposto di no, che glieli avevano sospesi. Non so da chi", riferendosi ai contatti avuti con il medico Leopoldo Luque, tra i principali accusati nel processo.

Taffarel ha aggiunto di aver visto Maradona "gonfio, immobile nel letto, fermo nella stessa posizione per due giorni". Di fronte al peggioramento, l'operatore aveva sollecitato ripetutamente l'assistenza sanitaria: "Ho fatto notare alcune situazioni che avevo riscontrato in lui, ma non vedevo azioni concrete o una rapida soluzione", spiegando di aver implorato gli specialisti affinché garantissero un monitoraggio quotidiano.

Taffarel ha infine rievocato l'ultimo amaro dialogo avuto con Maradona il 24 novembre 2020: "Mi disse: 'Non voglio niente, Taffita, basta così'. Gli chiesi: 'Cosa intendi con 'basta così?'. E lui rispose: 'Niente, basta così'". Una frase che è suonata come la resa definitiva del campione.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti