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- Reggio Emilia - Lunedì 25 Maggio 2026
Reggio Emilia: era pronto a commettere un attentato per l'Isis, fermato 22enne
Operazione congiunta delle questure di Reggio Emilia e Bologna contro il network dell'estremismo islamico. Il giovane, un cittadino italiano di seconda generazione, era in contatto stretto con un reclutatore del Daesh pronto a finanziarlo per un attacco con coltello nel centro del capoluogo reggiano. Disposto il trasferimento in cella di massima sicurezza.
I filtri di sorveglianza e i canali di monitoraggio preventivo della rete dell'estremismo religioso sul territorio nazionale hanno intercettato sul nascere la pianificazione di un'azione violenta nel cuore dell'Emilia, sventando quello che gli investigatori ritengono potesse trasformarsi in un drammatico attacco di matrice jihadista.
Gli agenti delle questure di Reggio Emilia e Bologna hanno eseguito un provvedimento di fermo d'indiziato di delitto nei confronti di un ragazzo italiano di ventidue anni, di origini marocchine, formalizzando a suo carico la pesante accusa di arruolamento con finalità di terrorismo, anche di carattere internazionale.
La svolta investigativa è scattata in modo fulmineo dopo che gli esperti della Digos avevano appreso, attraverso canali di intelligence e intercettazioni telematiche, che il giovane aveva espresso la volontà esplicita e imminente di recarsi nelle vie del centro storico cittadino armato di coltello con l'unico e deliberato scopo di aggredire e fare del male ai passanti.
L'attività d'indagine si è intensificata subito dopo il trasferimento del sospettato negli uffici della questura reggiana, dove gli approfondimenti tecnici sui dispositivi informatici in suo possesso hanno svelato una fitta trama di collegamenti e contatti con un presunto reclutatore e sostenitore del Daesh operativo all'estero.
Questa figura di riferimento gli avrebbe proposto una vera e propria offerta logistica e strategica, finalizzata a istruirlo sulle tecniche di attacco e a finanziarlo economicamente per compiere un attentato terroristico, lasciandogli aperta la scelta se colpire sul suolo italiano o all'estero.
Davanti a questa prospettiva, il ventiduenne avrebbe prestato il proprio totale consenso, dichiarandosi formalmente a sua volta un fervente sostenitore e militante dello Stato Islamico, aderendo a una deriva ideologica radicale che secondo gli inquirenti lo aveva già visto protagonista di atteggiamenti sospetti e attenzionati in passato.
Di fronte all'evidente e concreto pericolo di fuga e alla pericolosità sociale del soggetto, l'autorità giudiziaria ha convalidato il fermo disponendo l'immediata custodia cautelare in carcere.
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