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- Roma - Mercoledì 27 Maggio 2026
Rette RSA e Alzheimer: per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione
Il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza storica, condannando per la prima volta una Regione, il Lazio, riguardo alle rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer e demenze gravi. Questa decisione segna un'evoluzione giurisprudenziale che riconosce la responsabilità diretta delle Regioni nella governance del Servizio sanitario regionale. I principi affermati includono la legittimazione passiva della Regione, l'inscindibilità delle prestazioni sanitarie e socioassistenziali, e la prescrizione decennale per il recupero delle somme versate dalle famiglie.
di Ettore Midas
Si consolida il nuovo orientamento giurisprudenziale sulle rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer e demenze gravi. Dopo le recenti pronunce della Cassazione e delle Corti d’Appello di Milano e Roma, arriva ora una decisione destinata a segnare un passaggio ulteriore: il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 7943/2026 depositata il 20 maggio, ha disposto per la prima volta la condanna diretta anche di una Regione, individuata nel Lazio.
Negli ultimi anni la giurisprudenza ha progressivamente affermato il principio secondo cui, quando le prestazioni rese ai pazienti presentano una prevalente componente sanitaria, queste rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e devono pertanto essere sostenute dal Servizio sanitario nazionale. Un orientamento già delineato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 26943/2024 e successivamente confermato dalle Corti d’Appello di Milano (sentenza n. 1644/2025) e Roma (n. 5696/2025).
La novità introdotta dalla decisione del Tribunale capitolino riguarda però il coinvolgimento diretto dell’ente regionale.
«Il Tribunale supera l’impostazione che individuava nelle sole ASL i soggetti responsabili», osserva Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners. «La sentenza riconosce alla Regione un ruolo diretto nella governance del Servizio sanitario regionale, con conseguente imputazione dei rapporti giuridici. Questo riposiziona l’intera architettura del contenzioso».
I tre principi che ridisegnano il contenzioso
Secondo l’analisi di Consulcesi & Partners, la pronuncia interviene su tre aspetti destinati ad avere un impatto rilevante a livello nazionale.
1. Legittimazione passiva della Regione
La Regione viene considerata direttamente responsabile in giudizio per i rapporti derivanti dal proprio ruolo di programmazione, coordinamento e finanziamento del SSR, e non più mero soggetto “di secondo livello”.
2. Inscindibilità delle prestazioni
Nei casi di grave non autosufficienza, componente sanitaria e componente socioassistenziale non possono essere separate ai fini della ripartizione dei costi quando inserite all’interno di un progetto terapeutico individualizzato.
3. Prescrizione decennale
Le somme versate dalle famiglie vengono qualificate come indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 c.c., con applicazione della prescrizione ordinaria decennale e non di quella breve.
Cosa cambia per le famiglie e per il contenzioso in corso
La sentenza si inserisce in un quadro giurisprudenziale sempre più favorevole alle famiglie che hanno sostenuto rette RSA per propri cari affetti da Alzheimer o altre forme di demenza grave.
Il percorso interpretativo si è sviluppato in modo progressivo:
- la Cassazione ha fissato il principio di inscindibilità delle prestazioni;
- le Corti d’Appello hanno esteso le conseguenze ai rapporti contrattuali;
- il Tribunale di Roma coinvolge ora direttamente l’ente regionale.
Sul piano pratico, la decisione apre tre scenari:
- ampliamento dei soggetti convenibili in giudizio;
- rafforzamento delle azioni già promosse contro ASL e strutture;
- possibilità di recuperare somme versate in un arco temporale più ampio grazie alla prescrizione decennale.«Si rafforza l’ipotesi che la responsabilità non sia limitata al rapporto tra cittadino, ASL e struttura», aggiunge Borin. «La crescente stratificazione giurisprudenziale sta determinando un aumento delle azioni promosse dalle famiglie. Chi ha già avviato un contenzioso dispone oggi di ulteriori argomenti; chi stava valutando di farlo può contare su un quadro più solido».
Il contesto: oltre 1,4 milioni di malati in Italia
Secondo il rapporto Alzheimer Europe 2025, in Italia le persone affette da demenza hanno superato quota 1,43 milioni, con una proiezione che potrebbe raggiungere i 2,2 milioni entro il 2050.
Le rette RSA rappresentano una delle principali voci di spesa per le famiglie italiane, con costi medi compresi tra 1.900 e 3.000 euro mensili e percorsi assistenziali che possono superare i 70 mila euro complessivi.
La sentenza del Tribunale di Roma consolida così un orientamento destinato a incidere sempre più direttamente sull’equilibrio tra diritto alla cura, sostenibilità dei LEA e responsabilità economica del sistema sanitario pubblico.
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