
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 28 Luglio 2026
Ricerca clinica nel Lazio, siglata l'intesa tra Regione, Farmindustria e Unindustria: tempi più veloci per gli studi e cure innovative
Un accordo triennale per rendere la regione un polo attrattivo per gli investimenti in R&S. In arrivo il Comitato tecnico e la rete dei Clinical Trials Center.
Rafforzare la ricerca clinica sul territorio promuovendo la sinergia tra istituzioni, sanità pubblica, mondo accademico e industria farmaceutica. È questa la linea guida del Protocollo d'intesa triennale sottoscritto da Regione Lazio, Farmindustria e Unindustria Lazio per rendere il territorio sempre più attrattivo verso gli investimenti in ricerca e sviluppo, snellendo le procedure e potenziando la formazione degli operatori.
L'accordo punta inoltre sull'adozione di strumenti avanzati come la Real World Evidence e l'Health Technology Assessment (HTA), attraverso un accesso semplificato ai dati sanitari per uso secondario nel rispetto della privacy, oltre al coinvolgimento attivo di IRCCS, atenei, aziende sanitarie e associazioni dei pazienti. La strategia punta a snellire i tempi burocratici per garantire ai pazienti un accesso più rapido ai trial e alle nuove terapie.
"Con questo Protocollo puntiamo a rendere più efficiente e coordinato il sistema della ricerca clinica nel Lazio. La collaborazione con Farmindustria e Unindustria consentirà di mettere in relazione in modo più stabile Regione, aziende sanitarie, IRCCS, università, comitati etici e imprese, con l’obiettivo di semplificare le procedure e ridurre i tempi necessari per l’avvio degli studi clinici", ha affermato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
"Vogliamo rendere il Lazio più attrattivo per gli investimenti in ricerca e sviluppo, ma soprattutto favorire un accesso più rapido dei pazienti alle terapie innovative. Per questo saranno importanti il Comitato tecnico regionale e la rete dei Clinical Trials Center, che dovranno definire priorità condivise, promuovere un maggior coordinamento tra le strutture e monitorare i risultati attraverso indicatori concreti, dai tempi di attivazione degli studi al numero dei pazienti coinvolti. È un lavoro che richiede regole chiare, tutela dei dati, formazione degli operatori e una collaborazione stabile tra pubblico e privato. La Regione intende svolgere fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento, affinché la ricerca clinica produca benefici misurabili per il servizio sanitario e per i cittadini".
Pieno sostegno all'iniziativa arriva da parte del mondo industriale e della produzione. "Dove si fa ricerca si cura meglio", ha ricordato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, "e questo Protocollo rappresenta un passo concreto per valorizzare le competenze scientifiche e industriali d’eccellenza presenti nel Lazio e rendere il territorio ancora più attrattivo per gli investimenti negli studi clinici, in un momento di fortissima concorrenza internazionale che richiede nuove regole per essere competitivi. Semplificare i processi, favorire la collaborazione tra tutti gli attori del sistema e utilizzare al meglio dati e nuove tecnologie significa accelerare lo sviluppo delle terapie innovative, consentire ai pazienti di accedervi più rapidamente, con effetti positivi sulla formazione dei professionisti sanitari e sull’aumento delle risorse investite dalle aziende".
A rimarcare la vocazione produttiva e la forza del comparto regionale è stato anche il vertice degli industriali laziali. "Il Lazio è tra le principali regioni europee per export e produzione farmaceutica e rappresenta uno dei principali poli delle Scienze della Vita con un sistema sanitario evoluto basato sulla efficace collaborazione pubblico-privata e la significativa presenza di IRCCS. Questo Protocollo rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento di un ecosistema già tra i più competitivi del Paese, perché consolida un modello di collaborazione tra pubblico e privato capace di mettere a sistema istituzioni, sanità, ricerca e imprese, come stiamo facendo con successo anche con il Rome Technopole", ha sottolineato il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo.
"Una visione lungimirante che renderà il Lazio ancora più attrattivo per gli investimenti in ricerca e sviluppo, rafforzandone il ruolo di riferimento a livello nazionale ed europeo e favorendo, al tempo stesso, un accesso più rapido dei pazienti alle terapie innovative. Ora la sfida è dare piena attuazione ad un Protocollo certamente ambizioso, traducendolo in azioni capaci di rafforzare l'attrattività del territorio, favorire nuovi investimenti in ricerca e innovazione e consolidare ulteriormente un settore strategico per l'economia regionale e nazionale. Unindustria è pronta a fare la propria parte contando sul pieno sostegno delle imprese della filiera".
L'attuazione del Protocollo sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio basato su indicatori misurabili, come il numero di sperimentazioni attivate, la tempistica media di avvio, i pazienti arruolati e il reale impatto assistenziale. Contestualmente, la Regione Lazio sta lavorando alla creazione di un Comitato tecnico regionale per la sperimentazione clinica e all'istituzione di una rete di Clinical Trials Center (Unità di Ricerca Clinica) destinata a connettere ospedali, IRCCS e comitati etici territoriali, disegnando un modello di sanità caratterizzato da minore burocrazia e maggiore capacità di innovazione.
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