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- Roma - Giovedì 20 Agosto 2026
Roma, CURAA contesta il bilancio del verde: «I grandi numeri non fanno crescere gli alberi»
L'associazione chiede trasparenza sul programma di forestazione finanziato dal PNRR: «Non basta contare le piantine messe a dimora, servono dati sugli alberi realmente sopravvissuti, sui costi e sui controlli».
di Giorgio Neri
Roma torna a discutere della gestione del verde pubblico e, questa volta, il confronto si concentra sui numeri della grande campagna di forestazione avviata nell'ambito del PNRR. Dopo l'annuncio di Roma Metropolitana relativo a 800 mila alberi messi a dimora, l'associazione CURAA – Cittadini Uniti per i suoi Alberi e i suoi Abitanti – contesta il modo in cui viene raccontato il risultato, sostenendo che il bilancio non possa essere ridotto a una semplice conta delle nuove piantumazioni.
Secondo l'associazione, infatti, il dato numerico rischia di generare un equivoco: una giovane piantina appena interrata non può essere considerata equivalente a un grande albero adulto, capace di offrire ombra, assorbire anidride carbonica e contribuire concretamente alla riduzione delle temperature nelle aree urbane.
«Ormai lo sappiamo: sparare grandi numeri non fa crescere gli alberi», afferma Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA. «E soprattutto quelli indicati non sono nemmeno 800 mila alberi nel senso comunemente inteso. Si tratta in larga parte di piccole piantine che non possono essere messe sullo stesso piano dei grandi alberi necessari per contrastare il calore e migliorare realmente la qualità ambientale delle nostre città».
Il programma nazionale di forestazione urbana ed extraurbana è stato avviato nel 2022 nell'ambito della misura del PNRR dedicata alla tutela e valorizzazione del verde. Gli 800 mila esemplari annunciati da Roma Metropolitana rappresenterebbero circa un quarto dell'obiettivo complessivo previsto dal programma.
Per CURAA, però, la questione centrale è un'altra: non quanti alberi siano stati piantati, ma quanti siano effettivamente sopravvissuti e dove si trovino oggi.
L'associazione riferisce di monitorare da anni diversi interventi di forestazione tra Roma, Ostia, Fiumicino e Fregene attraverso sopralluoghi e documentazione fotografica e video. Secondo quanto sostenuto dai volontari, in più aree sarebbero state riscontrate piantine secche, deperite o scomparse nei mesi successivi alla messa a dimora.
«Sono trascorsi ormai quasi cinque anni dall'avvio del programma e, insieme a numerose associazioni e comitati cittadini, abbiamo documentato una realtà che a nostro giudizio appare diversa da quella descritta nei comunicati ufficiali», prosegue Stinchelli. «La fase iniziale di vita di queste piante è particolarmente delicata e richiede competenze specifiche e controlli costanti».
CURAA solleva anche interrogativi sulle modalità di gestione degli appalti e sulla manutenzione successiva alla piantumazione. Nel comunicato diffuso da Roma Metropolitana viene ricordato che le imprese incaricate devono seguire le giovani piante per cinque anni e sostituire gli esemplari che non attecchiscono.
Un elemento che, secondo l'associazione, dovrebbe essere accompagnato da dati pubblici e facilmente verificabili.
«Per noi questo non può diventare un alibi», sostiene la presidente di CURAA. «Chi controlla davvero gli 800 mila esemplari? Chi li censisce? Quanti sono ancora vivi? Quanti sono stati sostituiti? E quanto è costato tutto questo ai cittadini?».
Da qui la richiesta di maggiore trasparenza. CURAA chiede la pubblicazione degli elenchi degli interventi effettuati, delle imprese incaricate, delle percentuali di attecchimento, delle eventuali sostituzioni e della documentazione relativa ai pagamenti.
L'associazione sostiene inoltre che il dibattito dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla qualità e sulla sopravvivenza delle piante, più che sul numero iniziale delle piantumazioni.
«Non ci interessano gli alberi contati nei comunicati stampa», conclude Stinchelli. «Ci interessano quelli vivi, sopravvissuti, cresciuti e realmente presenti sul territorio. Se sono davvero 800 mila, vogliamo sapere dove sono, chi li ha piantati, chi li sta curando e quanto è stato pagato».
La presa di posizione di CURAA riporta così al centro una questione destinata a restare aperta: come misurare l'efficacia delle politiche di forestazione urbana. Per l'associazione, il successo di un piano per il verde non può essere valutato soltanto dal numero delle piante messe a dimora, ma deve tenere conto della loro sopravvivenza nel tempo, della manutenzione e dei benefici ambientali effettivamente prodotti per la città.
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