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  • Roma - Martedì 4 Agosto 2026

Roma, la Fondazione Alda Fendi presenta "Solo le cose fragili resistono in eterno"

Negli spazi di rhinoceros l'action set di Raffaele Curi che celebra la vulnerabilità come forza. Un percorso multisensoriale aperto al pubblico fino a ottobre.

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La fragilità riscoperta come valore dell'esistenza e fondamento della natura umana. Negli spazi di rhinoceros, palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel in via del Velabro, la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti propone il nuovo action set ideato da Raffaele Curi, intitolato "Solo le cose fragili resistono in eterno", visitabile fino al mese di ottobre.

L'installazione si sviluppa come prosecuzione del progetto "Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli – Omaggio a Francis Jammes", presentato lo scorso novembre. Curi compie un ulteriore passaggio concettuale articolando nei quattro piani della struttura un percorso che valorizza la delicatezza, il sogno e la poesia quali doti arricchenti dell'esperienza umana. Il cammino espositivo intreccia suggestioni letterarie e filosofiche, richiamando la poesia di Francis Jammes, le riflessioni di Friedrich Nietzsche e William Shakespeare, e le ricerche artistiche di Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya.

"Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile, apparentemente fragile, forte, apparentemente forte, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti, tutti siamo fragili, dalla forza viene la fragilità, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile, fragilità, forza, intuizione. La leggerezza è femmina – dichiara Raffaele Curi –. Fragili come Jammes, le Amalassunte di Osvaldo Licini, la nebbia di Fujiko Nakaya, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici, per contadini, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia".

L'itinerario espositivo si apre con la citazione tratta dal Riccardo III di Shakespeare ("Domani nella battaglia pensa a me") e con una gigantografia dei Pirenei, luogo legato alla vicenda umana e poetica di Jammes. Proseguendo nell'allestimento, dal soffitto fluttuano le sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini, illuminate da una sequenza cromatica scandita dai sette colori dell'arcobaleno intervallati da luce bianca, sulla colonna sonora del brano "Come nave in mezzo all’onde" (tratto dal Siface di Nicola Porpora) interpretato da Cecilia Bartoli.

Nel percorso trova spazio anche la citazione di Nietzsche: "Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri, l’impressione di essere dei commedianti, perché quando vogliono essere compresi, devono fingere di essere superficiali". Nel cavedio centrale vengono proiettate le sculture di nebbia di Fujiko Nakaya, mentre teche contenenti uova marchiate con la dicitura "Pirenei" chiudono simbolicamente l'esperienza sensoriale e concettuale proposta dalla Fondazione.

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