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- Rovigo - Martedì 26 Maggio 2026
Rovigo: violenza sessuale di gruppo alla stazione ferroviaria, condannato a 8 anni il primo dei due aggressori
Il tribunale polesano infligge una pesante pena detentiva al ventenne egiziano che, nell'estate del 2025, abusò di una donna di cinquant'anni affetta da gravi fragilità psichiche all'interno di uno stabile ferroviario abbandonato. La Procura contesta le aggravanti della minorata difesa e del luogo isolato, mentre a settembre si deciderà la sorte del complice marocchino.
La sezione penale del Tribunale di Rovigo ha pronunciato la prima sentenza di condanna per i drammatici fatti consumatisi un anno fa nello scalo ferroviario cittadino, imponendo una sanzione detentiva di otto anni di reclusione a carico di un giovane di vent'anni di nazionalità egiziana.
L'imputato era accusato di aver preso parte a una brutale aggressione e al successivo stupro di gruppo ai danni di una donna italiana di cinquant'anni, un soggetto vulnerabile gravato da documentati disturbi di natura psichiatrica e da un quadro clinico precario.
La vittima della violenza è deceduta durante lo scorso mese di marzo, prima di poter assistere alla conclusione del percorso giudiziario in primo grado.
L'episodio risale alla notte compresa tra il 13 e il 14 luglio del 2025, quando la cinquantenne venne agganciata dal giovane e da un complice mentre si trovava nei pressi della stazione ferroviaria. Dopo aver subito un duro assalto fisico, la donna fu costretta a seguire i suoi aguzzini all'interno di una struttura fatiscente e in stato di totale abbandono situata nell'area dello scalo rodigino, dove si consumarono gli abusi.
Le immediate indagini condotte dagli agenti della Questura permisero in breve tempo di raccogliere elementi probatori decisivi, portando all'arresto del ventenne e di un secondo uomo di quarant'anni.
Gli uffici della Procura della Repubblica di Rovigo, sotto la direzione della procuratrice capo Manuela Fasolato, avevano sollecitato l'irrogazione di una pena pari a nove anni di reclusione, contestando le aggravanti specifiche di aver agito approfittando delle condizioni di fragilità della persona offesa tali da menomare la sua capacità di difesa, oltre alla discriminante del luogo pubblico in cui è avvenuto il reato.
La strategia dei legali della difesa era invece orientata a ottenere l'assoluzione per insufficienza di prove o, in via subordinata, il riconoscimento delle attenuanti generiche, istanza quest'ultima accolta solo parzialmente dal collegio giudicante che ha ridotto la pena di un solo anno rispetto alle richieste del pubblico ministero.
La posizione del secondo presunto responsabile della violenza, un quarantenne di origine marocchina attualmente recluso in regime di custodia cautelare in carcere, segue invece un iter processuale parallelo. I magistrati rodigini hanno formulato nei suoi confronti la richiesta di giudizio immediato, ma l'imputato ha scelto di accedere al rito abbreviato condizionato allo stato degli atti, beneficiando così dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
Il procedimento a suo carico si trova nella fase cruciale davanti al Giudice per le indagini preliminari e la prossima udienza dibattimentale è stata formalmente fissata per l'8 settembre, data in cui il Gup potrebbe pronunciare il verdetto definitivo anche per il secondo coinvolto.
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