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- Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026
Russia: mandato di cattura internazionale contro il ceo di Telegram Durov, è accusato di complicità in terrorismo
Nel mirino di Mosca il mancato oscuramento di canali e bot utilizzati dai servizi ucraini per reclutare giovani russi. Il fondatore della piattaforma si trova attualmente in Francia.
Nuova bufera giudiziaria sulla testa di Pavel Durov. I servizi di sicurezza interni di Mosca (Fsb) hanno formalizzato l'emissione di un provvedimento di ricerca globale nei confronti del quarantunenne creatore della celebre app di messaggistica.
"È stato emesso un mandato di cattura internazionale... per il capo dell'amministrazione di Telegram, P. Durov", si legge nella nota diramata dagli apparati russi e diffusa dalle agenzie locali, nelle quali si precisa come il manager — cittadino russo naturalizzato francese ed emiratino — sia localizzato sul territorio transalpino. Le contromisure giudiziarie di Mosca scaturiscono dall'inottemperanza alle richieste di censura relative a contenuti ritenuti eversivi.
Nello specifico, il fondatore dell'applicazione deve rispondere dell'imputazione di "facilitazione di attività terroristiche" per l'omessa rimozione dal circuito digitale di canali e bot "utilizzati dai servizi speciali ucraini ed organizzazioni terroristiche ed estremiste per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo in Russia".
A quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dalla Ria Novosti, l'attenzione degli investigatori si è concentrata sul servizio di incontri 'Leonardo Dayvinchik': un canale che, secondo l'accusa, sarebbe servito da copertura ad agenti di Kiev per addebitare contatti con giovani del posto — simulando profili femminili — per poi istigarli a condurre azioni ostili sul territorio federale.
Un filone d'indagine che, a partire dall'estate del 2025, avrebbe già condotto all'arresto di 46 cittadini russi, di età compresa tra i 12 e i 22 anni, dislocati in 16 differenti regioni.
Per l'imprenditore si tratta dell'ennesimo guaio legale dopo il fermo subito in Francia nell'agosto 2024 legato alla moderazione dei contenuti sulla piattaforma. Bando che gli era stato poi revocato nel marzo 2025, consentendogli il temporaneo rientro negli Emirati Arabi Uniti, sede legale del gruppo.
Nonostante le restrizioni e i blocchi imposti dall'autorità di vigilanza delle telecomunicazioni russa — sistematicamente elusi dagli utenti tramite reti VPN —, Telegram continua a rappresentare uno strumento di divulgazione centrale e imprescindibile anche per le stesse istituzioni di Mosca, ministeri e portavoce del Cremlino inclusi.
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