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  • Rimini - Martedì 25 Agosto 2026

Salvini al Meeting di Rimini: "Governo avanti fino al 2027, a settembre i nodi sui candidati alle amministrative"

Il vicepremier: "Non voglio Vannacci in coalizione. Ucraina? Folle tagliare i ponti con Mosca a fine guerra".

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Nessun dubbio sulla tenuta dell'esecutivo e sulla prospettiva della legislatura. "La scadenza naturale sarà l’autunno del ’27, quindi più di un anno", ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine del Meeting di Rimini, ribadendo la stabilità del governo Meloni.

Guardando alle prossime sfide amministrative nelle grandi città, il segretario leghista ha annunciato di voler accelerare sui nomi: "Prima possibile, a settembre chiederò. Ma non noi come Lega: noi non chiediamo nulla". Salvini ha sottolineato come il partito disponga di personalità valide "da Milano a Bologna, da Torino a Verona, candidati all’altezza", precisando però l'apertura agli alleati: "Poi non pretendiamo nulla, se ci sono candidati migliori di altri partiti li sosterremo convintamente".

Toni rigidi, invece, nei confronti delle iniziative politiche legate a Futuro Nazionale e al generale Roberto Vannacci: "Di sicuro non lo vorrei in coalizione, visto che attacca ogni giorno il governo. Ci sono le elezioni a Reggio Calabria fra un mese e un candidato di Vannacci, che era parte di Forza Italia fino all’altro ieri, si candida contro il centrodestra. La mia domanda è: come fai a candidarti contro il centrodestra e poi chiedere di farne parte? Deve decidere".

Il segretario ha poi preso le distanze da alcuni temi programmatici: "Su alcune norme di cui leggo, come togliere l’aborto, io sono per i centri di aiuto alla vita, sono per la vita, però vorrei andare avanti, non tornare indietro. E poi l’educazione militare la decidono la mamma e il papà, sono loro che decidono per l’educazione dei figli".

E sulla scelta di schierare candidati alternativi ha chiosato: "Come a Milano, dove ha presentato un generale della provincia di Roma: io sono milanese e magari gli spiego dove sono Baggio, Quarto Oggiaro, Gallaratese, Bovisa. Però è chiaro che se ti candidi contro, poi non puoi chiedere di entrare".

Salvini ha espresso forte fiducia sul futuro politico del Carroccio e della coalizione: "Sono convinto che questa maggioranza possa rivincere. Non mi preoccupano né la Schlein, né Conte, né Vannacci, e sono convinto che la Lega sarà determinante", aggiungendo che "fra un anno vedremo chi aveva ragione. Sono orgoglioso, tranquillo e determinato a vincere anche le prossime elezioni politiche, con la Lega forza di governo determinante ampiamente sopra il 10 per cento".

A chi chiedeva se una percentuale inferiore rappresenterebbe un passo indietro, ha risposto: "Vorrei dire che arriverà all’11, al 12, al 13 per cento".

Smentita secca anche sull'ipotesi di lasciare la leadership del partito: "Un passo di lato? Ma perché? No, un passo avanti", ricordando la gestione condivisa "da sempre" all'interno della Lega, dove tra i governatori "c’è anche Alberto Stefani".

Spazio infine alle questioni internazionali e alla gestione dei flussi migratori, con un messaggio rivolto a Berlino: "So solo che l’Italia non è e non sarà mai il campo profughi dell’Europa. Dico con tutta l’amicizia possibile ai colleghi tedeschi che, prima di rispedire clandestini in Italia, dovrebbero togliere la bandiera tedesca dalle navi delle Ong che scaricano clandestini in Italia".

Sollecitato sulle recenti dichiarazioni del Pontefice, ha concluso: "Certo, sono d’accordo. I confini comunque esistono e vanno presidiati".

E sulla guerra in Ucraina, ha concluso: "Mi preoccupano quelli che ancora oggi dicono che, anche a guerra in Ucraina finita, con la Russia non bisognerà più avere nessun tipo di rapporto. Secondo me è folle, perché significherebbe regalare la Russia alla Cina e ad altre potenze". Il leader leghista ha invocato una svolta negoziale: "Sarà banale, ma prima finiscono, meglio è. Lavoriamo perché finiscano queste guerre. La diplomazia deve prendere il sopravvento sulle armi e, a guerra finita, tornare ad avere buoni rapporti da tutti i punti di vista con la Russia sarà fondamentale".

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