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- Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026
Sanità, firmato il rinnovo contrattuale: fino a 240 euro in più per gli infermieri
Siglata l'intesa Aran-sindacati per oltre 590mila dipendenti. Tra le novità l'aumento delle indennità e la prima regolamentazione dell'IA nei luoghi di lavoro.
Sottoscritta da Aran e organizzazioni sindacali l’ipotesi di accordo per il Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027 del comparto Sanità.
La firma interessa 592.638 dipendenti non dirigenti del Servizio sanitario nazionale tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione, amministrativo e di supporto.
L'intesa prevede un incremento medio a regime di 209 euro lordi mensili (pari a un +7,76%), che sale oltre l'8% per gli infermieri arrivando a 240 euro al mese. Gli arretrati, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per il comparto e toccano i 2.300 euro per la categoria infermieristica.
Risorse specifiche sono state destinate dalla legge di Bilancio anche alle indennità per il personale dei pronto soccorso.
Soddisfatto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo: "Chi cura il Paese, merita cura. Abbiamo rinnovato il contratto del comparto Sanità 2025/2027, a soli nove mesi di distanza dallo scorso rinnovo, confermando che chi ogni giorno si prende cura dei cittadini merita attenzione e riconoscimento concreto".
Tra le novità principali del testo figura anche la prima regolamentazione contrattuale dell'Intelligenza Artificiale nei luoghi di lavoro.
A questo proposito, il presidente dell'Aran Antonio Naddeo ha sottolineato: "C'è un punto decisivo per il futuro. Anche nella Sanità abbiamo scelto di disciplinare per via contrattuale l'utilizzo dell'Intelligenza artificiale: il principio fondamentale è che la responsabilità di chi decide non può essere delegata a un algoritmo".
Naddeo ha evidenziato le garanzie previste, "dall'informativa preventiva al dipendente al divieto di affidare a sistemi automatizzati, decisioni sul rapporto di lavoro senza un effettivo intervento umano, fino al diritto di conoscere in forma comprensibile i criteri che incidono sulla valutazione della prestazione", concludendo che "quando l'Intelligenza artificiale entra nell'organizzazione dei servizi, nell'assegnazione degli obiettivi e nella misurazione della performance, le regole devono essere definite nel contratto, dove i diritti vengono negoziati e resi esigibili. È la dimostrazione che la contrattazione collettiva sa governare l'innovazione, anziché subirla".
Naddeo ha poi aggiunto: "Più risorse per valorizzare il personale e nuove regole sull'IA. È un risultato che va oltre i numeri, pur significativi. Inoltre, rinnovare i contratti del pubblico impiego entro il periodo di vigenza, e non anni dopo la scadenza, dimostra che il sistema della contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato e tempestivo".
Il presidente dell'Aran ha infine ricordato che "la Sanità è il comparto più numeroso del pubblico impiego e anche quello maggiormente esposto: è qui che si misura ogni giorno la tenuta del rapporto tra i cittadini e lo Stato. Le risorse aggiuntive destinate al personale infermieristico e a chi opera nei pronto soccorso riconoscono specificità professionali che era giusto valorizzare in modo strutturale, superando la logica degli interventi episodici".
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