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- Cagliari - Lunedì 10 Agosto 2026
Sardegna: l'enigma dei Giganti riuniti a Cabras spinge il rilancio culturale e turistico del Sinis
Le iconiche sculture di Mont'e Prama tornano insieme nelle sale del museo Marongiu, registrando un boom di ingressi. A dicembre un esemplare volerà a New York per una mostra al Met.
Dopo una complessa trattativa istituzionale, l'intero complesso dei Giganti di Mont'e Prama, 27 sculture risalenti a tremila anni fa, è stato finalmente ricongiunto nelle sale del museo Marongiu.
Le imponenti figure in pietra riemerse negli anni Settanta a breve distanza dalla costa sono così tornate nel loro territorio d'origine, affacciandosi idealmente verso il sito archeologico di Monte Prama dove furono riportate alla luce.
Anthony Muroni, presidente della Fondazione Monte Prama, sottolinea la portata di questo traguardo per la comunità locale: “Può immaginare, questo è un paese di 9mila abitanti che ha anche pochi padrini politici; fino all’ultimo, fino anche a 15 giorni prima che il trasferimento effettivamente si svolgesse, ci sono state pressioni perché alcune statue rimanessero a Cagliari. Ma lo spirito dell’ICOM, come lo spirito del Ministero della Cultura italiana, va verso la non disgregazione dei patrimoni nel loro complesso”.
La riunificazione delle opere rappresenta un tassello centrale per la valorizzazione del Sinis, area caratterizzata da un ricco patrimonio paesaggistico e storico. L'identità e la funzione originaria di queste opere continuano ad alimentare il dibattito scientifico.
La curatrice del museo, Maria Mureddu, ne evidenzia l'eccezionalità: “Beh innanzitutto sono le statue antropomorfe quindi le figure umane di grandi dimensioni in pietra più antiche del Mediterraneo occidentale. Sono dei guerrieri? Dei lottatori? Sono stati trovati in una necropoli nella quale, per quanto ne sappiamo, finora venivano esposti quasi esclusivamente giovani uomini, e quindi un’ipotesi è che queste statue rappresentino questi giovani uomini, magari non i singoli individui, ma il ruolo che loro rivestivano nella società nuragica dell’età del ferro. Quindi siamo tra l’XI e il IX secolo avanti Cristo”.
La ricomposizione della collezione ha generato un sensibile incremento nei flussi dei visitatori. Muroni rileva infatti che “i dati del museo sono cresciuti di circa il 35% in questi mesi rispetto all’anno precedente. E la cosa impressionante è che durante la settimana noi abbiamo tantissimi visitatori che vengono dalla penisola e visitatori internazionali, mentre nel weekend c’è un’esplosione di visitatori interni”.
I nuovi riscontri offerti dagli scavi in corso e i percorsi espositivi incentrati sulle relazioni con gli Etruschi smentiscono inoltre l'immagine di una Sardegna racchiusa in se stessa, come ribadito da Mureddu: “Al centro del Mediterraneo non si può essere isolati dagli altri però man mano che la ricerca va avanti si trovano sempre più indizi dei contatti”.
Una delle figure più rappresentative si prepara intanto a varcare l'Oceano per essere esposta al Metropolitan Museum di New York dal prossimo 20 dicembre all'interno dell'evento intitolato “Attraverso il mare color del vino, arte e identità al di là dell’antica Grecia”.
Per garantire l'incolumità del reperto durante il viaggio, la curatrice precisa che “ovviamente ci si rivolge a delle aziende che sono specializzate nel trasporto di opere d’arte e verrà sicuramente costruita una struttura apposita per questo pugilatore. Quindi si ha una cassa che è un sistema che tenga tutte le parti in equilibrio perfetto”, concludendo che la statua “avrà proprio un vestito, un’armatura studiata apposta”.
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