
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026
Scontro totale a Washington: Fauci interrogato al Senato sulle origini del Covid, lui non risponde. Trump: "Idee folli"
L'infettivologo invoca il Quinto Emendamento per schivare le trappole del senatore Paul e denuncia la persecuzione politica. L'ex presidente infierisce dai social: "Un incompetente".
Rissa istituzionale a Capitol Hill durante la deposizione dell'ex consulente della Casa Bianca Anthony Fauci. Chiamato a rispondere davanti alla Commissione Sicurezza sulle ipotesi che legano la nascita del virus ai laboratori cinesi, lo scienziato ha scelto di non rispondere ai senatori, avvalendosi della facoltà di non autoincriminarsi per evitare di cadere nelle imboscate dei conservatori.
Dietro la scelta di fare scena muta c'è il durissimo contrasto con il presidente della Commissione, il repubblicano Rand Paul, che da mesi ne invoca la condanna per presunte menzogne al Congresso. Fauci ha rispedito al mittente le accuse parlando di una "ossessione squilibrata nei miei confronti" da parte del senatore.
Nel suo intervento iniziale ha chiarito la trappola tesa dai repubblicani: "In quel periodo, ho dimostrato di credere nel valore del legittimo controllo parlamentare e di rispettarlo. Tuttavia, data l'evidente ossessione del senatore Paul nel chiedere la mia incriminazione, i suoi ripetuti commenti diffamatori nei miei confronti e, di recente, la divulgazione pubblica del mio diario personale non epurato - mossa diretta a mettermi in imbarazzo e a intimidirmi - l'unica conclusione a cui posso giungere è che il motivo per cui mi convoca davanti a questa commissione sia indurmi a dire qualcosa che possa avvalorare le sue ripetute dichiarazioni pubbliche secondo cui dovrei finire, per usare le sue parole, 'dietro le sbarre'".
L'udienza è degenerata in un vero e proprio caos quando Paul ha minacciato ritorsioni contro lo scienziato, nonostante questi sia schermato dalla grazia presidenziale firmata da Biden. Quando il legale dell'immunologo ha provato a prendere la parola per proteggere il suo assistito, il presidente della Commissione lo ha fatto cacciare dall'aula dalla polizia gridando: "Un'altra parola e la faccio uscire!".
A completare l'affondo è arrivato il duro attacco via social di Donald Trump. Dal suo profilo Truth, il tycoon ha rivendicato di aver ridimensionato l'infettivologo durante il suo mandato: "Erano folli. Io l'ho ereditato ma col passare del tempo mi sono affidato sempre meno a lui. Ha preso troppe decisioni sbagliate, come quella sulle mascherine".
Trump ha poi difeso la bontà della sua campagna vaccinale, rivendicando la paternità dei risultati: "Operation Warp Speed è stata un successo strepitoso, in molti sostengono che sia stata una delle iniziative di maggior successo mai intraprese da un presidente americano. Su questo punto ho scavalcato Fauci: le sue idee erano folli!".
Il tycoon ha quindi tirato in ballo le coperture a Pechino e la gestione della successiva amministrazione: "Fin dall'inizio ho affermato che il virus proveniva dal laboratorio di Wuhan, in Cina. Fauci era fortemente in disaccordo, cercando sempre di proteggere la Cina", ha incalzato Trump, concludendo che "Fauci è stato sostanzialmente messo da parte, finché non è arrivato Joe Biden, che lo ha trasformato in un re. Ho chiamato Biden per dirgli che Fauci non andava bene: o non ci capiva nulla, oppure era disonesto. La mia osservazione è stata accolta bene ma, purtroppo, non ha avuto seguito. Biden ha finito per conferire a Fauci un potere enorme e distruttivo".
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