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  • Roma - Giovedì 4 Giugno 2026

Scuola e inclusione, la petizione di una madre: "Formazione obbligatoria per docenti su Dsa e Adhd"

La petizione, che ha già raccolto oltre 14 mila firme, mira a colmare un vuoto formativo, garantendo a ogni insegnante gli strumenti necessari per supportare adeguatamente gli studenti neurodivergenti, promuovendo un cambiamento culturale che coinvolga tutto il corpo docente.

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Il dibattito sui modelli di inclusione e sulle competenze del corpo docente all'interno delle scuole italiane si arricchisce di una forte spinta dal basso. Una mobilitazione digitale, nata dall'iniziativa personale di una madre residente nella provincia di Brescia di nome Sonia, sta raccogliendo un vastissimo consenso popolare sulle piattaforme di mobilitazione online.

L'obiettivo centrale del documento è quello di scuotere il Ministero dell'Istruzione e del Merito affinché venga strutturato un percorso di aggiornamento professionale sistematico e vincolante per tutto il personale di cattedra in materia di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (Dsa) e del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (Adhd).

La risposta della società civile è stata immediata e imponente, portando la raccolta firme a superare rapidamente la soglia delle 14mila adesioni in pochi giorni.

Nelle intenzioni della promotrice, l'intervento normativo si rende necessario per “colmare un vuoto istituzionale e formativo non più sostenibile, garantendo che ogni insegnante abbia gli strumenti necessari per assicurare una vera inclusione e il benessere psicologico e didattico degli studenti neurodivergenti”.

Il testo a supporto della petizione affonda le proprie radici in contesti di disagio quotidiano e isolamento istituzionale vissuti da moltissimi nuclei familiari nel corso dell'anno scolastico. La promotrice ha voluto formalizzare nello spazio web della campagna i sentimenti di frustrazione condivisi da molti genitori, che denunciano come le certificazioni mediche e i Piani Didattici Personalizzati (Pdp) previsti dalle normative vigenti vengano talvolta recepiti in modo burocratico o inadeguato a causa della mancanza di una preparazione scientifica specifica da parte dei professori.

Le parole utilizzate nella lettera aperta descrivono uno scenario emotivo complesso e doloroso, che tocca da vicino la vita dei minori: “La mia storia, come quella di molte altre famiglie, è toccante. Ho sentito la delusione di molte madri per l'incapacità di alcuni docenti di capire e sostenere i loro figli in situazioni di difficoltà reale, nonostante questi bambini siano certificati”.

La mobilitazione punta a superare la logica della delega ai soli insegnanti di sostegno, rivendicando un salto di qualità culturale che debba coinvolgere l'intero consiglio di classe. L'appello si chiude con una richiesta di rispetto e dignità per il percorso di crescita degli alunni: “È quindi indispensabile che tutti i docenti di ogni scuola italiana ricevano una adeguata formazione su Dsa e Adhd. Per rispetto verso i nostri figli, che lottano ogni giorno con queste sfide, chiediamo che siano meglio compresi, capita e aiutati con strumenti adeguati”.

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