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  • Roma - Lunedì 8 Giugno 2026

Senato, bufera per le parole del forzista Silvestro, denunciato per molestie: "Sono un bel ragazzo, la signora è normale"

Un fascicolo per molestie sessuali scuote il Parlamento, coinvolgendo il senatore Silvestro e scatenando reazioni trasversali di condanna.

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Un pesante fascicolo per reati contro la persona scuote le aule del Parlamento, alimentando uno scontro politico infuocato che va ben oltre i confini del semplice rilievo giudiziario.

Al centro della bufera si trova il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, formalmente denunciato da un'agente di commercio attiva nel segmento dei vini di pregio. La donna riferisce di avant subito esplicite molestie di natura sessuale, sfociate poi in una vera e propria violenza, nel corso di un colloquio professionale svoltosi proprio dentro l'ufficio romano del parlamentare.

Il politico campano ha respinto in blocco l'intero resoconto, dichiarando di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale e proclamando la propria estraneità, ma a scatenare un'ondata di sdegno trasversale è stata la sua singolare linea di difesa estetica: “Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale”.

La sortita del senatore azzurro ha provocato un immediato cortocircuito istituzionale. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è intervenuto tempestivamente disponendo l'apertura di un'istruttoria interna e dando mandato ai senatori questori di effettuare tutti i riscontri logistici necessari, con un vertice già calendarizzato per la giornata di martedì.

Dal fronte delle opposizioni si è sollevato un coro compatto di condanna: il Partito Democratico ha manifestato immediata vicinanza alla denunciante esigendo massima trasparenza, il Movimento 5 Stelle ha bollato come inaccettabile il disprezzo con cui sono state liquidate le accuse, mentre la senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini, ha evidenziato come simili argomentazioni facciano ripiombare il dibattito indietro nel tempo, evocando i peggiori cliché culturali sulle donne.

Ancor più radicale la posizione di Luana Zanella, alla guida dei deputati di Avs, che ha chiesto le dimissioni lampo dalle cariche pubbliche qualora i riscontri confermassero la violenza. I malumori e l'imbarazzo hanno contagiato rapidamente anche le fila della stessa forza politica di appartenenza di Silvestro.

La deputata forzista Rita Dalla Chiesa, pur richiamando tutti alla necessaria prudenza in attesa del lavoro dei magistrati, ha voluto censurare senza mezzi termini l'uscita del collega di partito, bollandola come un'espressione tutt'altro che cortese e invitandolo a scusarsi pubblicamente per una frase giudicata infelice, ribadendo che ognuno deve rimanere responsabile dei propri errori nelle sedi giudiziarie preposte.

La condanna più netta e politicamente pesante all'interno del perimetro del centrodestra è arrivata però dalla Lega, per bocca di Souad Sbai, alla guida del dipartimento Pari Opportunità del partito di via Bellerio. L'esponente del Carroccio, pur blindando il principio cardine della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, ha definito l'affermazione del senatore un insulto intollerabile, ravvisandovi il manifesto di una cultura retrograda che tende a pesare l'attendibilità di una denuncia in base ai canoni di bellezza della vittima.

Nel manifestare il proprio sostegno all'imprenditrice, Sbai ha concluso ricordando come la battaglia contro gli abusi di genere debba superare gli steccati ideologici e come l'appartenenza a una variazione di coalizione non possa in alcun modo fungere da salvacondotto o scudo protettivo di fronte alla giustizia.

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