
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 8 Luglio 2026
Sisma in Venezuela: il bilancio sale a 3.685 morti. Machado: "Tornerò per ricostruire il Paese"
Il bollettino ufficiale del governo registra oltre 16.700 feriti e quasi 18mila sfollati a due settimane dal doppio terremoto. Esperti da Giappone, Cile e Perù per la ricostruzione. A La Guaira, catena di solidarietà dei minatori d'oro.
Continua ad aggravarsi di ora in ora il bilancio della catastrofe umanitaria causata dal devastante doppio terremoto che lo scorso 24 giugno ha messo in ginocchio il Venezuela. Secondo l'ultimo bollettino ufficiale diramato dall'esecutivo di Caracas, le vittime accertate sono salite a 3.685, mentre si contano ben 16.740 feriti.
Una macchina dei soccorsi imponente, che vede impegnati 4.388 specialisti internazionali affiancati da oltre 57mila tra militari e volontari locali, ha permesso finora di trarre in salvo 6.462 persone, ma la situazione logistica resta drammatica: gli sfollati rimasti senza casa sono 17.907, mentre sono 86.794 i nuclei familiari che hanno ricevuto assistenza immediata nei primi 87 campi di accoglienza temporanea allestiti.
Nel Paese, piegato anche da oltre mille scosse di assestamento che continuano a minacciare la tenuta di 856 edifici lesionati (di cui 190 già completamente crollati), sono state distribuite più di 9.600 tonnellate di generi alimentari.
Nel mezzo della gestione dell'emergenza si inserisce la mossa politica della leader dell'opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace 2025, María Corina Machado. La dissidente del 'chavismo' al potere, che aveva lasciato segretamente la nazione a dicembre per ritirare il prestigioso riconoscimento a Oslo, ha annunciato via social la sua ferma determinazione a rientrare in patria per guidare la rinascita, smentendo le voci su presunte richieste di protezione internazionale rivolte a Washington. "Tornerò. Non come un evento, ma come una promessa che si sta realizzando passo dopo passo, perché il mio posto è lì, con voi. E quando ci incontreremo, ricostruiremo questo Paese dallo stesso punto da cui siamo sempre stati", ha scritto Machado in un accorato messaggio rivolto ai suoi sostenitori.
Mentre la politica si muove, sui territori devastati della costa si registrano storie di straordinaria solidarietà. A La Guaira, la regione costiera più colpita dai due sismi consecutivi, circa 200 minatori artigianali hanno deciso di abbandonare i cunicoli sotterranei in cui rischiano quotidianamente la vita alla ricerca dell'oro per scavare a mani nude tra le montagne di macerie, alla ricerca dei tantissimi dispersi reclamati dalle famiglie.
Trattati come eroi dalla popolazione locale, i minatori stanno mettendo a frutto la loro destrezza muovendosi in spazi angusti e instabili, sfidando spesso le stesse raccomandazioni di prudenza dei vigili del fuoco per via di strutture considerate interamente pericolanti.
Sul fronte istituzionale e della transizione, il governo di Caracas ha aperto canali di cooperazione con l'estero per pianificare la ricostruzione. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha reso noto che l'esecutivo ha formalmente contattato esperti e ingegneri da Giappone, Cile e Perù, paesi considerati all'avanguardia mondiale per i rigorosi standard edilizi e le normative antisismiche. L'obiettivo della presidenza venezuelana è mappare i danni strutturali e avviare cantieri dotati di certificazioni tecniche capaci di minimizzare i rischi futuri, promettendo soluzioni abitative stabili per tutte le famiglie colpite entro la fine dell'anno, nel contesto di quello che è già stato catalogato come il più grave evento sismico nell'ultimo secolo di storia del Paese.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














