Ultim’ora

Cronaca

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026

Sorelle ritrovate a Formia, la difesa della nonna: "Valentina ha sempre agito per amore delle figlie"

Emergono dettagli sul piano di fuga delle sorelle ritrovate a Formia, mentre la nonna difende la madre, accusata di agire per amore.

Condividi questo articolo

Mentre la procura prosegue le indagini sul caso delle due sorelle ritrovate a Formia dopo essere scomparse dalla struttura che le ospitava in Abruzzo, la famiglia della madre delle ragazze prende posizione e respinge le accuse. A parlare è Maria Mastroianni, madre di Valentina D., arrestata insieme al compagno e al padre delle due minori. Per la donna la figlia non avrebbe agito con intenti criminali, ma sarebbe stata guidata esclusivamente dall'affetto verso le bambine. "Valentina è una madre che ama profondamente le sue figlie. Ha sempre fatto ciò che riteneva giusto per loro", afferma. Poi punta il dito contro l'ex marito della figlia, sostenendo che la vicenda sarebbe molto più complessa di quanto emerso finora. "La verità verrà fuori. Per mia figlia gli anni di matrimonio sono stati un inferno", aggiunge, arrivando a sostenere che "in questa storia i buoni sono finiti dentro e i cattivi sono rimasti fuori".

Un conflitto familiare durato anni

Dietro la vicenda emerge il quadro di una lunga e aspra battaglia familiare. Al centro dello scontro ci sono le due sorelle, di 16 e 12 anni, che secondo gli investigatori avrebbero partecipato attivamente al piano organizzato dagli adulti. Le ragazze avrebbero lasciato la casa famiglia attraverso una porta finestra per poi raggiungere a piedi un punto d'incontro dove le attendeva un'auto. Da lì sarebbero state trasferite nell'abitazione di Formia che per due settimane ha rappresentato il loro nascondiglio. Secondo gli inquirenti, le minori sarebbero rimaste in contatto con la madre attraverso un telefono cellulare dotato di una scheda telefonica non riconducibile direttamente alla famiglia.

Le sim telefoniche e i sospetti degli investigatori

Uno degli elementi che più ha attirato l'attenzione della procura riguarda la disponibilità di numerose schede telefoniche intestate a cittadini stranieri. Gli investigatori ritengono che il telefono utilizzato dalle ragazze abbia avuto un ruolo centrale nel mantenere i contatti durante il periodo di irreperibilità. Sarebbe stata proprio una videochiamata effettuata attraverso quella utenza a consentire alle forze dell'ordine di restringere il campo delle ricerche fino all'appartamento di Formia. Secondo la procura, il ritrovamento del dispositivo avrebbe confermato l'esistenza di una rete organizzata per mantenere nascosto il luogo in cui si trovavano le minori.

L'ipotesi di un trasferimento imminente

Le indagini stanno cercando di chiarire anche quale sarebbe stato il passo successivo del piano. Gli inquirenti non escludono che le ragazze potessero essere trasferite in un'altra località. Le schede telefoniche ancora inutilizzate potrebbero infatti indicare la preparazione di ulteriori spostamenti e di nuovi canali di comunicazione. Tra le ipotesi al vaglio vi è persino quella di un possibile allontanamento dall'Italia, anche se al momento non risultano elementi definitivi a sostegno di questa ricostruzione. La procura parla inoltre di diverse attività di depistaggio che avrebbero reso più difficili le ricerche e che potrebbero aver coinvolto altre persone non ancora identificate.

Gli arrestati restano in carcere

In attesa degli interrogatori di garanzia, i tre fermati hanno trascorso un'altra notte negli istituti di detenzione dove sono stati trasferiti dopo l'arresto. Il nonno delle ragazze e il compagno della madre si trovano nel carcere di Sulmona e, secondo quanto trapela, continuano a dichiararsi sorpresi dalle contestazioni mosse nei loro confronti. La madre delle due minori è invece detenuta a Teramo. L'avvocato Enrico Mastantuono, che la assiste, invita alla prudenza e sottolinea come il comportamento della donna possa essere stato dettato da motivazioni affettive. "Forse ha sbagliato, ma potrebbe aver agito spinta dall'amore per le figlie", osserva il legale.

Il nodo della volontà delle ragazze

La vicenda continua a dividere anche all'interno della famiglia. La nonna delle due sorelle sostiene che dovrebbe essere dato maggiore peso alle opinioni delle ragazze, soprattutto della maggiore, ormai vicina alla maggiore età. "Perché non ascoltare quello che vogliono davvero?", si domanda, ribadendo la convinzione che i figli debbano crescere accanto alla madre. Tuttavia il ritrovamento e le successive misure adottate dall'autorità giudiziaria rendono improbabile un rapido ritorno alla normalità. Le due minori resteranno infatti in una struttura protetta mentre proseguono gli accertamenti e si valuta il loro futuro.

Il percorso sarà lungo

Secondo il sindaco di Minturno, indicato come tutore delle ragazze, la ricostruzione dei rapporti familiari richiederà tempo e delicatezza. Le tensioni accumulate negli anni e gli ultimi sviluppi giudiziari rischiano infatti di rendere ancora più complesso il percorso necessario per ristabilire un equilibrio tra le parti coinvolte. Nel frattempo si registra anche una novità sul fronte legale: l'avvocato Giuseppe D'Amici ha rinunciato alla difesa della madre delle ragazze, spiegando in una nota che la decisione è stata presa per sopraggiunti motivi personali e professionali che non consentono di proseguire l'incarico nel rispetto dei principi deontologici della professione.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti