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  • Roma - Lunedì 3 Agosto 2026

Stefano Bini di nuovo alla guida de L’Italia più bella che c’è! (uno dei pochissimi programmi non politici di La7)

Stefano Bini torna a condurre "L’Italia più bella che c’è!" su La7, dedicandosi a cucina e cultura, lontano dalla politica.

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di Maurizio Pizzuto

Classe 1985, Stefano Bini è di nuovo alla conduzione de L’Italia più bella che c’è!, dove ricopre anche il ruolo di autore e capo progetto. In una rete come La7 dove i programmi politici la fanno da padrone, il “moderato” conduttore toscano parla di cucina, cultura e territorio senza intaccare minimamente le vicende politiche del governo o dell’opposizione. Cucina, cultura e territorio sono protagonisti assoluti di nove puntate da domenica 12 luglio alle ore 14.30 su La7.it (visibile anche sull’App La7 su smartphone e tv connesse, e sul canale YouTube La7 Intrattenimento); la nuova stagione si arricchisce di due importanti appuntamenti su La7, il 9 agosto e 16 agosto in seconda serata con il best of delle nove tappe.

 Perché L’Italia più bella che c’è! è unico nel suo genere?

All’interno di La7, non c’è un programma con questo mood e sono felicissimo che l’editore Urbano Cairo mi abbia dato fiducia. Questo prodotto è un vero e proprio esperimento, fortunatamente riuscito bene. Ma cosa più importante è diverso da tutti gli altri programmi della concorrenza poiché loro all’interno di ogni puntata inseriscono quattro o cinque realtà, io una sola. Cerco di sviscerare un paesino, una città o al massimo una zona sotto tantissimi punti di vista. Solo così lo spettatore può davvero innamorarsi di un territorio. Noi raccontiamo, gli altri accennano.

 La vera novità riguarda il passaggio da La7.it a La7.

Qui, il ringraziamento va a tutta La7, dall’editore al direttore Andrea Salerno, fino alla struttura del branded content. Forte del successo della scorsa edizione in esclusiva sul sito, quest’anno ci saranno non solo nove puntate su La7.it ma anche due special su La7, il 9 agosto e 16 agosto nella prestigiosa fascia della seconda serata, intorno 00:30. Spero che gli ascolti ci premino.

 Com’è passare l’inverno in Rai e l’estate a La7?

È divertente e stimolante perché, oltre ad essere in due broadcaster diversi, faccio cose differenti ma che seguono lo stesso filo. Da settembre a maggio, sono autore e speaker di Aggiungi un posto in macchina su Rai Isoradio, mentre da giugno a settembre mi dedico a La7 per L’Italia più bella che c’è!. Su entrambi i canali, parlo di cucina, cultura e territorio. Non do fastidio a nessuno e non faccio concorrenza sleale! Fino a che avrò la fiducia di Giampaolo Rossi e Urbano Cairo, mi posso ritenere felice.

 Ha lavorato in Warner Bros a Londra e poi in Italia, in Rai e ora a La7. E Mediaset?

Mi definisco la “generazione Bim Bum Bam”. Il mio sogno da bambino, e a dire la verità anche da adulto, è stato quello di condurre un programma come questo, ho tantissimi amici con la A maiuscola in Mediaset e vado nel quartier generale di Cologno almeno una volta mese, tra pranzi e meeting. Non sarà mica che alcuni dirigenti non vogliono mischiare amicizia e lavoro? Chi lo sa, certe volte la tv ha dinamiche incomprensibili. E poi, mi manca anche lavorare in Sky.

 Cosa manca alla tv di oggi?

Sulla carta, nulla. Da ex giornalista di spettacolo, autore e conduttore, posso ben dire che la tv italiana è la più bella del mondo perché offre tantissimo per tutti. Ma c’è un “però”: non fa più sognare, non dà più speranza, pochissimi prodotti hanno appeal e sanno sorprendere. Rispetto il pubblico che guarda la cronaca nera e la tv del dolore, dove i broadcaster fanno ascolti stellari e si sfregano le mani per gli introiti pubblicitari, ma la bella televisione è decisamente altro. I talk sono una rottura di scatole incredibile, sono davvero troppi e ormai hanno successo solo se hanno un personaggio forte alla conduzione. Penso al povero Antonino Monteleone che non ne azzecca una, e mi dispiace.  

 Chi sono i suoi idoli televisivi?

Quelli che quando li guardo, mi trasmettono tanta emozione. Con Raimondo Vianello giocavo spesso a calcio a Milano2, Paolo Bonolis mi diverte tantissimo, Gerry Scotti e Carlo Conti mi trasmettono sicurezza, Enrico Mentana è fortissimo, Cristina D’avena mi fa vibrare le corde del cuore, Lorella Cuccurini è la numero uno ed è il mio sogno erotico da sempre. Per essere popolare, non devi per forza condurre il Festival di Sanremo, devi entrare nel cuore di chi ti guarda.

 Politicamente, Le piace Giorgia Meloni?

Sono nato negli anni ‘80 e Silvio Berlusconi è stato per anni un importante riferimento politico. Giorgia Meloni è una donna inquadrata, forte, credibile, una pasionaria che tiene sempre alta la nostra bandiera. Mi piace. La politica m’incuriosisce da sempre e all’Università ero molto attivo. Se fossi ancora attivo, chissà cosa direbbero i famosi “circoletti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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