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Storia della Musica.Bruno Castagna, l’ultimo erede spirituale di Alfonso Rendano.
Domani 7 gennaio in Calabria nella Chiesa dell’Immacolata di Carolei, a pochi passi dalla casa natale del pianista e compositore calabrese Alfonso Rendano, il lancio in prima nazionale di “Alfonso Rendano. La vita e l’arte”, (350 pag. Edizioni Publisfera) l’ultimo saggio storico di Bruno Castagna.
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Storia della Musica.Bruno Castagna, l’ultimo erede spirituale di Alfonso Rendano.
Domani 7 gennaio in Calabria nella Chiesa dell’Immacolata di Carolei, a pochi passi dalla casa natale del pianista e compositore calabrese Alfonso Rendano, il lancio in prima nazionale di “Alfonso Rendano. La vita e l’arte”, (350 pag. Edizioni Publisfera) l’ultimo saggio storico di Bruno Castagna.
di Pino Nano | Venerdì 06 Gennaio 2023
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di Pino Nano
Venerdì 06 Gennaio 2023
Roma - 06 gen 2023 (Prima Notizia 24)
Domani 7 gennaio in Calabria nella Chiesa dell’Immacolata di Carolei, a pochi passi dalla casa natale del pianista e compositore calabrese Alfonso Rendano, il lancio in prima nazionale di “Alfonso Rendano. La vita e l’arte”, (350 pag. Edizioni Publisfera) l’ultimo saggio storico di Bruno Castagna.

Il saggio del giornalista e storico Bruno Castagna illustra la vita e il percorso artistico del musicista calabrese, dai primi passi, nel paese natio di Carolei, fino alla sua morte, avvenuta a Roma nel settembre del 1931, ne riprende i momenti più importanti, attraverso cronache, lettere e documenti, nella maggior parte dei casi assolutamente inediti, e questo per Bruno Castagna è il secondo volume dedicato al concertista calabrese, dopo quello del 2008.

 

-Bruno Castagna, cosa le rimane oggi di un lavoro così importante?

È stato un lavoro appassionante”. Soprattutto è stato uno studio intrigante. Ricercare e mettere insieme un’infinità di documenti non è mai semplice. La passione è passione. La mia ha radici antiche. Mia nonna materna, Francesca Suriani, era stata un buon soprano. Amavo ascoltarla mentre suonava al pianoforte le arie più famose della Tosca e della Bohème, di Giacomo Puccini, “Vissi d’arte”, “E lucean le stelle”, “Che gelida manina”, “Mi chiamano Mimì”. Da lei ho ereditato pur senza saperlo l’amore per la musica. Mio nonno Mario Ridola è stato un pittore importante. Fondatore dell’Accademia di Belle Arti a Tirana, nel 1931. Lo ricordo armeggiare nel suo studio tra tavolozza e pennelli, colori e tinte, e dar vita alle sue tele. Fatte di ambienti, volti, paesaggi.  La passione per la ricerca, però, devo averla ereditata anche da mio padre Benito, poeta dialettale e, a suo modo, studioso delle tradizioni, dei luoghi e dei personaggi della vecchia Catanzaro.

 

-E in Calabria, chi l’ha aiutata?

La Biblioteca civica di Cosenza è stato il naturale punto di riferimento da cui partire. Ho avuto modo di consultare i giornali calabresi e di acquisire materiale assai utile. E di questo ringrazio l’ex direttore Giacinto Pisani e l’infaticabile, e paziente, bibliotecario Luciano Romeo. Sono grato anche ad Antonio D’Elia, presidente dell’Accademia Cosentina e direttore della Biblioteca Civica di Cosenza, che mi ha permesso recentemente di consultare quell’Archivio Rendano che per merito di Ginetta Ruffolo Scarpa, discendente dei Rendano, è stato donato alla città di Cosenza. Ma mi piace citare, inoltre, gli addetti al servizio dell’Archivio di stato di Cosenza e quelli dell’Archivio storico diocesano “Prof. Luigi Intrieri” di Cosenza. Così come un ringraziamento particolare va a Marco Ruffolo, scrittore e giornalista, nipote di Alfonso Rendano, che mi ha seguito con passione nella mia lunga ricerca, mettendo a disposizione documenti di gran pregio tratti dall’Archivio privato della famiglia.

 

-Possiamo scrivere che l’Archivio Rendano rappresenta oggi senza dubbio uno dei tesori più importanti per la città di Cosenza? 

Certamente sì. Anche se non è il solo. Il Fondo-Rendano è, comunque, un fondo assai importante. Si compone di una decina di faldoni in cui c’è di tutto. Lettere, documenti, fotografie, diari, locandine, spartiti e molto altro. Documentazione preziosa. Peccato che per alcuni anni la Biblioteca Civica abbia vissuto una situazione di grande abbandono da parte delle Istituzioni locali, e che ne ha determinato il progressivo logoramento e, poi purtroppo la chiusura. La chiusura della Biblioteca e la conseguente impossibilità di consultare documenti di rilevanza storica penalizzano gli studiosi e un’intera città. Un motivo più che sufficiente, direi, per lanciare un fortissimo appello alle Istituzioni. Partendo proprio dall’indicazione che da più parti era già stata avanzata: quella cioè di destinare il materiale più prezioso della Biblioteca Civica alla Biblioteca Nazionale, affinché tutto possa essere finalmente fruibile da tutti. Non solo dagli studiosi, ma anche dalla gente comune che ha grande sete di informazioni.

 

-Il suo prossimo progetto Bruno?

Per ora godiamoci Alfonso Rendano. Anche per me l’orizzonte che mi si palesa davanti non è più infinito. Vedremo.

 

-Com’è nata l’idea di occuparsi proprio di Rendano?

Nel 1998 fondai a Carolei, centro nel quale risiedo dal 1979, il periodico locale “Compagni di viaggio”. Le testimonianze rintracciate su alcuni giornali d’epoca e pubblicate nella rubrica “cronache del passato” mi spinsero in biblioteca. Si affacciò, prepotente, la curiosità di saperne di più.  Riuscii a catalogare una enorme mole di documenti su Carolei e Rendano.

 

-Partiamo allora dal personaggio principe della sua storia. Chi era Rendano?

Alfonso Rendano fu un uomo semplice, di un carattere schivo e poco espansivo, ma di una generosità fortissima. Uno spirito aperto e schietto, ma sempre pronto a ribellarsi alle violenze ed alle ingiustizie. Il fitto e inedito epistolario con Antonietta Trucco, divenuta poi sua moglie, il carteggio con diversi artisti, la documentazione relativa ai rapporti con la dirigenza del Real Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, in cui fu chiamato ad insegnare nel periodo tra il 1887 e il 1889, ne sono la testimonianza più viva.

 

-Che giudizio artistico si può dare di lui?

Senza dubbio era un pianista eccellente. Ma non va dimenticato che fu anche un compositore eccellente. Concertista dallo stile semplice, ma vibrante di passionalità e di colorito. Comprese, come pochi, che l'arte è religione e non mestiere, e per questo fu interprete più grande, più fine, più delicato, più espressivo della musica classica, che tradusse con semplicità, con grazia, con purezza di stile incomparabile. Il tocco soave, morbido, scorrevole, la sua precisione di meccanismo raggiunse prove altissime di difficoltà da altri non superate mai.

 

-350 pagine sono un documento importante sulla vita del musicista…

Per comprendere la grandezza di questo artista ho scandagliato, analizzandola a fondo, la documentazione riferita a circa settant’anni della sua vita. E cioè, dalla sua “Rêve du Paysan”, composta all’età di dieci anni, al “Lento, pensoso, con profonda tristezza”, ultimo atto della sua esistenza terrena. I due estremi di un percorso interamente dedicato all’arte.

 

-Possiamo parlare di Rendano primo emigrante della musica calabrese?

Certamente quello che possiamo dire è che Rendano frequentò pianisti e compositori di prim’ordine. Da Saverio Mercadante che lo accolse, ancorché bambino, nel Real Collegio di Napoli, a Thalberg che, sempre nell’ex capitale del regno, volle curarne personalmente la formazione, indirizzandolo in seguito alla corte di Rossini, a Parigi. E, ancora, dallo stesso Rossini, che lo segnalò ad Francois Aubert, direttore del Conservatorio parigino, che lo ritenne idoneo a frequentare i corsi della gloriosa istituzione musicale parigina, e a George Mathias, discepolo prediletto di Fryedryk Chopin. L’allievo assimilò i dettami artistici del sublime polacco e ne riprese le tendenze.

 

-Ma non finisce qui mi pare di capire?

Altrettanto importante fu la parentesi a Lipsia, dove nel conservatorio musicale prese parte a un piano di studi piuttosto articolato curato da Oscar Paul, Friedrich Richter, Carl Reinecke, Salomon Jadassohn e Ferdinand David.

 

-Un successo dietro l’altro, dovuto a cosa?

Rendano ricevette una educazione musicale rigorosa, vivificata dall'influsso della scuola di compositori della statura di Bach e Beethoven e rivelò abilità e versatilità sorprendenti. E per finire Liszt, l’immenso Liszt, con il quale Rendano intrattenne un rapporto professionale intenso.  Un forte rapporto umano, ma anche un valido sodalizio musicale. Il pianista magiaro tenne a battesimo il terzo figlio di Rendano, cui era stato imposto il nome Franz. Il piccolo purtroppo morì pochi giorni dopo la nascita.

 

-Possiamo parlare anche un Rendano eterno girovago?

Assolutamente sì. Nel suo peregrinare per l’Europa Rendano toccò le maggiori capitali europee e i luoghi sacri della musica classica continentale, Parigi, Londra, Lipsia, Vienna, Budapest, e ciò, naturalmente incise sulla sua formazione pianistica. La sua splendida carriera artistica toccò il punto più alto con la composizione dell’opera Consuelo.

 

-Cosa rimane oggi dell’opera di Rendano?

Un’ottantina di composizioni, molte delle quali create in età giovanile. Tra esse spiccano un pregevole Quintetto per pianoforte e archi e un Concerto per pianoforte e orchestra di grande pregio. Liszt ne rimase affascinato e fece in modo di poterlo presentare in alcune audizioni a Weimar, al cospetto del granduca Carl Alexander.

 

 
 
 
 
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h) ai sensi dell'articolo 53, fermo restando quanto previsto dalla legge 1 aprile 1981, n. 121.

3. Il Garante, anche su segnalazione dell'interessato, nei casi di cui al comma 2, lettere a), b), d), e) ed f) provvede nei modi di cui agli articoli 157, 158 e 159 e, nei casi di cui alle lettere c), g) ed h) del medesimo comma, provvede nei modi di cui all'articolo 160.

4. L'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, quando non riguarda dati di carattere oggettivo, può avere luogo salvo che concerna la rettificazione o l'integrazione di dati personali di tipo valutativo, relativi a giudizi, opinioni o ad altri apprezzamenti di tipo soggettivo, nonché l'indicazione di condotte da tenersi o di decisioni in via di assunzione da parte del titolare del trattamento.

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Art. 9. Modalità di esercizio

1. La richiesta rivolta al titolare o al responsabile può essere trasmessa anche mediante lettera raccomandata, telefax o posta elettronica. Il Garante può individuare altro idoneo sistema in riferimento a nuove soluzioni tecnologiche. Quando riguarda l'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, la richiesta può essere formulata anche oralmente e in tal caso è annotata sinteticamente a cura dell'incaricato o del responsabile.

2. Nell'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 l'interessato può conferire, per iscritto, delega o procura a persone fisiche, enti, associazioni od organismi. L'interessato può, altresì, farsi assistere da una persona di fiducia.

3. I diritti di cui all'articolo 7 riferiti a dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell'interessato o per ragioni familiari meritevoli di protezione.

4. L'identità dell'interessato è verificata sulla base di idonei elementi di valutazione, anche mediante atti o documenti disponibili o esibizione o allegazione di copia di un documento di riconoscimento. La persona che agisce per conto dell'interessato esibisce o allega copia della procura, ovvero della delega sottoscritta in presenza di un incaricato o sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di riconoscimento dell'interessato. Se l'interessato è una persona giuridica, un ente o un'associazione, la richiesta è avanzata dalla persona fisica legittimata in base ai rispettivi statuti od ordinamenti.

5. La richiesta di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, è formulata liberamente e senza costrizioni e può essere rinnovata, salva l'esistenza di giustificati motivi, con intervallo non minore di novanta giorni.

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Art. 10. Riscontro all'interessato

1. Per garantire l'effettivo esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 il titolare del trattamento è tenuto ad adottare idonee misure volte, in particolare:

a) ad agevolare l'accesso ai dati personali da parte dell'interessato, anche attraverso l'impiego di appositi programmi per elaboratore finalizzati ad un'accurata selezione dei dati che riguardano singoli interessati identificati o identificabili;

b) a semplificare le modalità e a ridurre i tempi per il riscontro al richiedente, anche nell'ambito di uffici o servizi preposti alle relazioni con il pubblico.

2. I dati sono estratti a cura del responsabile o degli incaricati e possono essere comunicati al richiedente anche oralmente, ovvero offerti in visione mediante strumenti elettronici, sempre che in tali casi la comprensione dei dati sia agevole, considerata anche la qualità e la quantità delle informazioni. Se vi è richiesta, si provvede alla trasposizione dei dati su supporto cartaceo o informatico, ovvero alla loro trasmissione per via telematica.

3. Salvo che la richiesta sia riferita ad un particolare trattamento o a specifici dati personali o categorie di dati personali, il riscontro all'interessato comprende tutti i dati personali che riguardano l'interessato comunque trattati dal titolare. Se la richiesta è rivolta ad un esercente una professione sanitaria o ad un organismo sanitario si osserva la disposizione di cui all'articolo 84, comma 1.

4. Quando l'estrazione dei dati risulta particolarmente difficoltosa il riscontro alla richiesta dell'interessato può avvenire anche attraverso l'esibizione o la consegna in copia di atti e documenti contenenti i dati personali richiesti.

5. Il diritto di ottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati non riguarda dati personali relativi a terzi, salvo che la scomposizione dei dati trattati o la privazione di alcuni elementi renda incomprensibili i dati personali relativi all'interessato.

6. La comunicazione dei dati è effettuata in forma intelligibile anche attraverso l'utilizzo di una grafia comprensibile. In caso di comunicazione di codici o sigle sono forniti, anche mediante gli incaricati, i parametri per la comprensione del relativo significato.

7. Quando, a seguito della richiesta di cui all'articolo 7, commi1 e 2, lettere a), b) e c) non risulta confermata l'esistenza di dati che riguardano l'interessato, può essere chiesto un contributo spese non eccedente i costi effettivamente sopportati per la ricerca effettuata nel caso specifico.

8. Il contributo di cui al comma 7 non può comunque superare l'importo determinato dal Garante con provvedimento di carattere generale, che può individuarlo forfettariamente in relazione al caso in cui i dati sono trattati con strumenti elettronici e la risposta è fornita oralmente. Con il medesimo provvedimento il Garante può prevedere che il contributo possa essere chiesto quando i dati personali figurano su uno speciale supporto del quale è richiesta specificamente la riproduzione, oppure quando, presso uno o più titolari, si determina un notevole impiego di mezzi in relazione alla complessità o all'entità delle richieste ed è confermata l'esistenza di dati che riguardano l'interessato.

9. Il contributo di cui ai commi 7 e 8 è corrisposto anche mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carta di pagamento o di credito, ove possibile all'atto della ricezione del riscontro e comunque non oltre quindici giorni da tale riscontro.

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Art. 11. Modalità del trattamento e requisiti dei dati

1. I dati personali oggetto di trattamento sono:

a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;

b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi;

c) esatti e, se necessario, aggiornati;

d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati;

e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati.

 

2. I dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati.

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