Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Bologna - Lunedì 27 Luglio 2026

Strage Bologna, Lepore: "Città ferita scenda in piazza il 2 agosto". E sulla scorta: "Non l'ho chiesta io, ma mi fido dello Stato"

Il sindaco risponde alle polemiche dopo le minacce web: "Nessun passo indietro sulla ricandidatura". L'appello alle istituzioni: "Restare unite contro i violenti, come chiesto da Mattarella".

Condividi questo articolo

"Bologna è una città ferita da quanto è successo al Pilastro, e quindi ogni volta che è stata ferita è scesa in piazza, per questo spero venga tanta gente al corteo del 2 agosto. Per conoscere Bologna bisogna vivere il 2 agosto in piazza, altrimenti non la si conosce".

Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, a margine della presentazione delle iniziative per il 46/mo anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980.

A margine dell'evento, il primo cittadino è intervenuto anche sulla misura di protezione assegnatagli a seguito delle ultime intimidazioni ricevute in rete, precisando la natura del provvedimento: "Ci tengo a chiarire che io non ho chiesto la scorta, ho sporto denuncia per delle minacce che sono arrivate, ho grande rispetto per il loro lavoro, farei volentieri però a meno della limitazione della mia libertà, ma è un obbligo che mi è stato presentato da parte del Prefetto e quindi lo seguirò".

Interpellato poi sulle eventuali manifestazioni di solidarietà giunte dal governo, Lepore ha aggiunto: "Ho letto le dichiarazioni del ministro Piantedosi, ringrazio il Viminale, ringrazio gli agenti che mi seguiranno e tutto il personale di polizia. Io penso di poter dire che in questo momento sono nelle mani dello Stato, mi fido dello Stato, credo che chi fa il mio lavoro sia sempre esposto a rischi, i sindaci lo sanno molto bene. Nella nostra città io sono abituato a girare liberamente a ogni ora del giorno e della notte e continuerò a farlo, con alcune accortezze credo che sia importante, insomma, che il sindaco mantenga un rapporto con la comunità".

Il sindaco ha sottolineato di "non" sentirsi in "pericolo" e ha confermato che l'assegnazione della tutela non influirà sui suoi progetti politici: alla domanda se le minacce e la scorta cambino qualcosa in vista della sua ricandidatura alle prossime comunali, ha risposto con un netto "No, assolutamente".

Infine, rispondendo alle dichiarazioni del viceministro alla Giustizia Paolo Sisto — che aveva definito "suicida" la scelta di invocare la piazza dopo la morte di Abderrahim Fakir —, il primo cittadino ha invitato tutte le forze politiche alla responsabilità: "Credo che le istituzioni italiane dovrebbero lavorare tutte in questo momento per stemperare la tensione e rimanere unite perché contro i violenti occorre che la Repubblica Italiana e lo Stato, dai Comuni ai ministeri, si mostrino uniti contro la violenza, come ha chiesto anche il presidente Mattarella, mostrando vicinanza agli agenti feriti. Credo che la cosa migliore in questo momento è essere uniti e non attaccarsi gli uni con gli altri".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti