
- Prima Notizia 24
- Palermo - Venerdì 22 Maggio 2026
Strage di Capaci: piantumata a Camporeale (Pa) la talea dell'Albero di Falcone
Alla vigilia del 34esimo anniversario della strage di Capaci, una talea del celebre vegetale simbolo del contrasto a Cosa Nostra trova dimora nei giardini delle Cantine Rapitalà nel Palermitano. Il Sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella ricorda il proprio debutto nell'impegno civile dopo l'eccidio di via D'Amelio.
La salvaguardia della memoria storica e la diffusione dei valori della cittadinanza attiva trovano un nuovo, radicato punto di riferimento nel territorio siciliano, unendo le istituzioni e il mondo della scuola nel segno della lotta ai fenomeni mafiosi.
Alla vigilia delle celebrazioni per il 34esimo anniversario del tragico attentato di Capaci – in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la consorte Francesca Morvillo e gli operatori della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani – le Cantine Rapitalà di Camporeale, nella provincia di Palermo, hanno ospitato una cerimonia dall'alto valore istituzionale.
Nei giardini della tenuta è stata messa a dimora una talea proveniente direttamente dall'Albero Falcone, il monumentale vegetale situato di fronte alla storica abra abitazione palermitana del giudice, divenuto negli anni il fulcro del cordoglio e del riscatto sociale della comunità.
L'appuntamento ha visto la partecipazione del sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella, che ha espresso il pieno sostegno dell'esecutivo alla manifestazione, offrendo una profonda riflessione sulla responsabilità civile delle nuove generazioni. “I giovani sono le talee viventi che camminano nella nostra società, lungo il percorso che ci conduce verso il futuro”, ha affermato Cannella parlando alla platea degli studenti.
Il rappresentante del ministero ha poi utilizzato una metafora naturalistica per mettere in guardia i ragazzi dalle insidie della criminalità: “Voi ragazzi, nel corso della vostra vita vi troverete anche a dover affrontare delle difficoltà che vi sembreranno insormontabili, vi sembrerà di attraversare un deserto dove non esiste protezione, dove non esiste un albero, un’oasi. Probabilmente qualche volta comparirà un albero, ma probabilmente sarà un miraggio che promette una vita facile, promette di superare delle difficoltà, di dissetarvi, di sfamarvi, ma sarà un albero che in realtà nasconde un abbraccio mortale. Poi ci sono alberi come quello che stiamo piantando adesso che invece sono simboli, non sono una pianta e basta, sono simboli plastici di chi ha dedicato la propria vita alla legalità alla giustizia, al contrasto alla criminalità”.
Nel corso del suo intervento, Cannella ha condiviso un ricordo intimo legato alla propria giovinezza, indicando come le stragi del 1992, e in particolare l'attentato di via D'Amelio, abbiano rappresentato lo spartiacque decisivo per la sua scelta di scendere in campo nella politica e nell'attivismo: “Ho esordito politicamente attaccando i manifesti all’indomani del 19 luglio, della strage di via D’Amelio. Il famoso manifesto ‘Meglio un giorno da Borsellino che 100 anni da Ciancimino’ ha un autore, che è il sottoscritto”.
L'operazione materiale di piantumazione è stata curata dal personale specializzato dei Carabinieri del Reparto biodiversità di Reggio Calabria all'interno dello spazio verde dell'azienda agricola guidata da Nino Caleca. Lo sviluppo e la manutenzione della pianta simbolo saranno ora affidati stabilmente alle competenze tecniche degli allievi dell'Istituto agrario di Marsala.
All'evento, conclusosi in un clima di forte raccoglimento, hanno preso parte anche gli operatori del Servizio civile volontario di Legacoop Sicilia, i sindaci del comprensorio e le massime cariche civili e militari della provincia.
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