
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 9 Giugno 2026
Sviluppo e imprese: accordo Simest-Rina per valorizzare filiere industriali e Pmi
Al centro dell'intesa gli strumenti finanziari e le competenze tecniche per governare la transizione ecologica e digitale. Il bilancio del progetto "Filiere d’Impatto": già attivati contratti per 300 milioni di euro con oltre 1.500 aziende interessate.
I processi di internazionalizzazione e le grandi sfide della duplice transizione energetica e digitale richiedono un'alleanza solida tra l'universo del credito e le competenze tecniche d'avanguardia. Muove in questa direzione la partnership strategica siglata tra Simest, la società per l'internazionalizzazione delle imprese del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, e Rina, gruppo multinazionale specializzato in ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica.
L'accordo punta a strutturare servizi integrati per supportare i piani di espansione commerciale oltreconfine delle aziende italiane, rivolgendo una cura particolare al tessuto delle piccole e medie imprese e alle relative filiere produttive. Il progetto intende fornire risposte concrete per superare i nodi dell'innovazione, fondendo l'esperienza di advisory di Rina con la gamma di soluzioni finanziarie agevolate messe in campo da Simest.
A illustrare la visione alla base del protocollo è Orazio Manni, Vice President Management Consulting & Sustainability di Rina: “E’ una partnership estremamente importante per noi perché il tema della sostenibilità e della transizione digitale sono assolutamente temi attuali, perchè garantiscono e consentono alle aziende, in particolare alle piccole e medie imprese, di cogliere questa grande opportunità”.
Secondo il manager, l'approccio aziendale verso i nuovi standard etici deve superare la logica dell'adempimento burocratico: “Non bisogna considerare la sostenibilità e la transizione digitale come un obbligo normativo, neanche come un’opzione, ma come un driver per la crescita delle aziende. Rina ha inteso cogliere l’opportunità di costruire questa partnership con Simest proprio perché ritiene di poter mettere a disposizione delle imprese la propria competenza tecnica, la propria capacità di supportare le imprese nel cogliere le opportunità di finanziamento e Simest rappresenta un campione nazionale nel consentire alle aziende di promuovere i propri progetti di internazionalizzazione supportandoli con risorse, perché è vero che le aziende italiane non hanno mai avuto difficoltà a cogliere le opportunità di innovazione, ma hanno bisogno di risorse e Simest insieme a Rina sono sicuramente due partner strategici in questo senso”.
L'iniziativa si inserisce nel più ampio programma denominato "Filiere d’Impatto", promosso da Simest per incrementare la forza competitiva dell'indotto che ruota attorno ai grandi leader industriali del Paese. Carolina Lonetti, direttore export e finanza agevolata di Simest, ha delineato gli obiettivi storici ed economici raggiunti dal piano: “Il progetto Filiere d’Impatto nasce con la volontà, con l’obiettivo di utilizzare la finanza pubblica in complementarità con la finanza privata a servizio dello sviluppo di filiere industriali”.
I dati registrati confermano la validità della strategia applicata: “A più di un anno dalla partenza del progetto abbiamo sottoscritto 14 accordi di filiera con altrettanti champion, intercettato interesse per finanza agevolata a supporto di progetti di investimento in Italia all’estero da parte di oltre 1500 aziende e stipulato oltre 500 contratti di finanziamento per 300 milioni”.
Per garantire l'efficacia del network produttivo e stimolare gli investimenti nei territori diventa cruciale la funzione trainante esercitata dai grandi gruppi industriali in veste di aziende capofila. “Oggi nel corso dell’evento Rina faranno una testimonianza i nostri partner Fincantieri ed Enel, che sono state tra le prime aziende ad aderire al progetto”, ha evidenziato Lonetti, ponendo l'accento sul valore della cooperazione guidata: “Il partner è fondamentale in questo percorso: ha una funzione di ingaggio, ha una funzione di guida per le imprese in quanto nella maggior parte dei casi il problema delle pmi non è tanto quello di accedere alla finanza – fondi pubblici ne esistono in abbondanza, come anche molte delle imprese con cui noi parliamo sono aziende solide e di valore -, il problema fondamentale è quello di fare delle scelte strategiche che vadano nella direzione di uno dello sviluppo del paese e dei territori”.
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