
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 31 Luglio 2026
Telemarketing illecito: dal Garante Privacy maxi multa a Tim da oltre 9,5 mln
Nel mirino dell'Autorità i call center abusivi, le chiamate con numeri camuffati e i ritardi sui diritti degli utenti. Imposti correttivi alla filiera di vendita.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha comminato a Tim una sanzione amministrativa di 9 milioni e 516mila euro a causa di una serie di violazioni inerenti la disciplina sulla privacy e sul telemarketing.
L'istruttoria dell'Autorità è scattata a seguito dei reclami presentati per telefonate promozionali non gradite effettuate per conto della compagnia — circa 7.000 segnalazioni nel solo 2025.
Nel mirino dell'Authority è finito l'impianto di call center abusivi che, impiegando numeri non censiti al Registro degli operatori di comunicazione (Roc) o manipolati con la tecnica dello spoofing, contattavano illegittimamente utenze spesso iscritte al Registro pubblico delle opposizioni (Rpo) per raccoglierne i dati personali, fingendosi agenti della rete ufficiale Tim.
Il Garante ha ritenuto inadeguate le argomentazioni difensive presentate dalla società. L'adesione a un codice di condotta non solleva infatti la società dall'obbligo di monitorare i propri partner commerciale e di accertare il reale rispetto delle garanzie sulla tutela dei dati lungo l'intera catena del telemarketing.
Oltre alle irregolarità promozionali, l'Autorità ha riscontrato la mancata e sistematica osservanza da parte dell'azienda degli obblighi sulle richieste degli utenti. Tim è risultata inadempiente o in ritardo nel dare seguito alle istanze di accesso, cancellazione e opposizione, oltre ad aver applicato modalità di disiscrizione complesse e talvolta inefficienti.
Oltre alla sanzione pecuniaria, la società dovrà applicare correttivi al sistema di generazione delle lead, potenziare il controllo sulla propria rete di vendita e adeguare le modalità di gestione dei diritti degli interessati. Attraverso gli accertamenti e le ispezioni, l'Autorità ha potuto ricostruire lo "schema illecito con cui le agenzie operavano, a partire dalla ricezione di chiamate indesiderate su utenze regolarmente iscritte al Rpo da parte di operatori telefonici che, camuffando il numero chiamante (spoofing), propongono l'attivazione di offerte o servizi Tim".
Una volta intercettato l'utente, la procedura prevedeva l'invio via SMS di un "link ipertestuale collegato a una pagina web di un partner ufficiale della rete di vendita Tim, contenente un modulo che l'utente è invitato a compilare per formulare un'autonoma richiesta di ricontatto (cosiddetta "Lead") e il successivo ricontatto dell'interessato - sulla base della richiesta (fittizia) generata tramite il web - da parte del call center, questa volta mediante una numerazione regolarmente iscritta al Roc, al fine di generare un flusso telefonico apparentemente lecito e un processo di contrattualizzazione formalmente regolare".
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