
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 11 Agosto 2026
Tensione con l'Iran, le forze Usa aprono il fuoco contro una nave che violava il blocco
Due vittime per un attacco degli Houthi nello Stretto, mentre il greggio torna a salire ed emergono retroscena su Trump.
L'escalation tra Washington e Teheran registra un nuovo grave episodio nelle acque dello Stretto di Hormuz, dove le forze armate americane hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense. L'imbarcazione avrebbe cercato di violare il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani.
Secondo quanto confermato da fonti ufficiali, un elicottero militare statunitense ha colpito direttamente il timone del mercantile dopo il mancato rispetto degli avvertimenti, senza provocare vittime.
L'episodio si inserisce in un quadro di estrema instabilità regionale che comprende anche l'attacco subito da un mercantile al largo dello Yemen, con il bilancio di due marittimi deceduti, e le nuove impennate del costo del greggio, con il Brent tornato quota 90 dollari al barile.
Sul fronte politico e diplomatico, il presidente Donald Trump ha rivendicato la fermezza dell'azione americana definendo il blocco un "muro d'acciaio" e assicurando che "gli Stati Uniti hanno bonificato l'intero stretto e ne detengono il controllo esclusivo", pur riconoscendo che l'Iran "può creare problemi" collocando occasionalmente delle mine.
Di segno opposto le dichiarazioni giunte da Teheran: il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sostenuto che, dopo aver preteso inizialmente la "resa incondizionata", il presidente statunitense si sia ritrovato a sollecitare un canale di dialogo, affermando che "20 giorni dopo, lo stesso nemico implorava di poter negoziare".
A questa posizione hanno fatto eco le parole del portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, il quale ha avvertito che "nell'attuale confronto con l'Iran, abbiamo fatto ricadere parte dei costi bellici su quel Paese e sui suoi alleati", evidenziando come "centinaia di migliaia di miglia di linee di trasmissione energetica, migliaia di centrali elettriche, nonché tutti i sistemi americani e non e persino le infrastrutture globali connesse a Internet sono minacciati dall'Iran".
Gli ha fatto eco Hossein Mohebi, ribadendo che "risponderemo a qualsiasi minaccia statunitense con una contro-minaccia, imponendo loro un prezzo elevato e sfruttando i punti critici per il transito energetico che controlliamo nello Stretto di Hormuz".
Dall'Europa giungono sollecitazioni per una soluzione negoziale, come confermato dal ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul che ha reso noto di aver "esortato l'Iran a impegnarsi finalmente in modo costruttivo nei negoziati con i vicini regionali e con gli Stati uniti per porre fine al conflitto".
Sul piano della sicurezza personale di Trump, un'inchiesta del Washington Post ha rivelato che il tycoon avrebbe lasciato la Turchia al termine del vertice Nato su un velivolo militare secondario anziché sull'aereo presidenziale standard per sfuggire a possibili minacce di attentato. Una ricostruzione a cui il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Steven Cheung ha risposto evidenziando che "il nuovo Air Force One è un aereo all'avanguardia dotato di protocolli di sicurezza di alto livello che garantiscono l'incolumità del presidente e del suo staff", rimarcando che "come ha affermato di recente il presidente, ci sono molti nemici dell'America che lo prendono di mira e noi utilizziamo ogni strumento a nostra disposizione per contrastare queste minacce".
Gli sviluppi bellici si intrecciano infine con lo scenario palestinese, dove fonti giornalistiche e militari segnalano trattative ufficiose e un ammorbidimento delle regole di ingaggio dell'esercito israeliano a Gaza in vista di un ipotetico piano di disarmo dell'enclave.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24













