
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 6 Agosto 2026
Tensione sullo Stretto di Horrmuz, l'Iran: "Trattiamo solo con l'Oman". Trump smentisce la carenza di missili
Negli Stati Uniti esplode il caso sulle scorte di armi, mentre si registrano due vittime tra le fila dell'esercito israeliano nel sud del Libano.
Resta altissima la tensione nello scacchiere mediorientale. Sulle indiscrezioni relative alle trattative per la navigazione nello Stretto di Hormuz, il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha smentito l'esistenza di un tavolo diretto con Washington, precisando che il dialogo prosegue esclusivamente con l'Oman su base bilaterale: "L'affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l'Iran è falsa", ha dichiarato ai media locali. Il rappresentante di Teheran ha tuttavia riconosciuto la ricezione di segnali da parte americana sulla disponibilità a "tornare agli impegni" precedenti, mentre il Presidente Donald Trump continua a ipotizzare "colpi durissimi" qualora le intese dovessero fallire.
Sul fronte regionale, il portavoce del ministero degli Esteri pachistano Tahir Andrabi ha auspicato che un accordo su Hormuz "apra la strada alla prosecuzione del dialogo, in particolare alla ripresa dei colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti".
Dagli Stati Uniti giungono intanto valutazioni sulla complessità del quadro politico e diplomatico. In un'intervista rilasciata a Fox News, il vicepresidente J.D. Vance ha sottolineato come le trattative richiederanno tempo, definendo gli interlocutori con chiarezza: "Gli iraniani sono un popolo straordinariamente difficile" con "un sistema frammentato".
Vance ha poi aggiunto: "Il nostro compito è quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli Stati Uniti. E credo che alla fine arriveremo a una conclusione - sarà un percorso complesso e richiederà del tempo - come potete vedere, il petrolio oggi era a 79 dollari. I prezzi del petrolio scenderanno e rimarranno bassi. L'Iran non avrà mai un'arma nucleare e gli Stati Uniti saranno in una posizione più forte. Ma siamo ancora nel vivo della questione e credo che molti stiano cercando di prevedere con esatto punto come andrà a finire".
Sul piano interno americano si è aperto un duro scontro relativo alla disponibilità di munizioni e missili a lungo raggio. A seguito delle ricostruzioni della stampa — tra cui quelle del Washington Post e della Cnn — su presunte frizioni a Camp David tra Trump e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth circa l'erosione delle riserve belliche, il Presidente americano è intervenuto sulla propria piattaforma Truth: "Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di 'munizioni', soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessità. Le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese. I 'responsabili' di queste dichiarazioni traditrici vengono braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!".
Sulle presunte tensioni interne, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha bollato le indiscrezioni come "fake news al 100%", ribadendo la piena fiducia del Presidente nei confronti di Hegseth.
Sul terreno militare, infine, continuano i combattimenti al confine settentrionale di Israele. Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno confermato la morte di due soldati di leva — il maggiore Harel Birenstock, 34 anni, e il sergente maggiore Tamir Vaknin, 33 anni — caduti nel corso di uno scontro a fuoco con i miliziani di Hezbollah nel sud del Libano.
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