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- Roma - Giovedì 30 Luglio 2026
Tensioni in Medio Oriente, nuova ondata di raid Usa in Iran. I Pasdaran: "Distrutti tre F-35 in Giordania"
I raid di Washington colpiscono centri di comando e siti missilistici a Qeshm e Abadan: tre vittime. Teheran rivendica la risposta sulla base aerea di Al-Azraq e avverte i paesi alleati degli Stati Uniti. Netanyahu: "Allineati con Trump, spetta a lui decidere". Pechino smentisce l'invio di missili.
Si inasprisce gravemente il conflitto in Medio Oriente a seguito di una nuova e massiccia ondata di raid aerei sferrata nella notte dalle forze statunitensi sul territorio iraniano. Le operazioni, scattate a seguito dei "tentati attacchi" di Teheran "contro le basi americane in Medio Oriente", sono state descritte dal Us Centcom come una "potente risposta" intesa a ridurre la minaccia dell'Iran e dei suoi alleati verso la navigazione commerciale, gli Stati del Golfo e le truppe d'istanza nella regione.
Gli attacchi hanno interessato decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc), includendo "centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime". Tra i punti colpiti figurano le città di Bandar Abbas, Abadan, Kish, Bushehr e l'isola di Qeshm, dove un ordigno ha centrato un'abitazione provocando la morte di un padre, una madre e del loro figlio di due anni, oltre al ferimento di altri due minori.
La replica delle Guardie della rivoluzione islamica non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale, i Pasdaran hanno dichiarato di aver lanciato diversi missili balistici contro la base aerea di Al-Azraq in Giordania, affermando che "in risposta all'attacco americano di ieri sera contro due abitazioni a Qeshm, che ha causato la morte di un padre, una madre e un bambino", i loro combattenti hanno condotto un'azione che ha portato a "distruggere completamente tre F-35 e danneggiarne gravemente altri tre".
L'esercito giordano ha tuttavia precisato che le proprie difese aeree hanno intercettato e abbattuto cinque vettori iraniani diretti nel territorio del Regno senza registrare vittime: "Le difese aeree hanno intercettato cinque missili lanciati dall'Iran e diretti verso il territorio del Regno nelle prime ore di questa mattina. I missili sono stati rilevati, intercettati e abbattuti secondo i piani di difesa stabiliti".
La tensione resta altissima anche sul fronte delle alleanze regionali e internazionali. I Pasdaran, confermando l'uccisione di tre propri membri della provincia di Zanjan nel nord-ovest del Paese a seguito di un "brutale attacco perpetrato dal regime terroristico dei criminali Stati Uniti", hanno avvertito che "i Paesi che si rendono responsabili di aver aiutato l'aggressore riceveranno una dura risposta se non correggeranno il loro comportamento", preannunciando che "con l'aiuto di Dio Onnipotente, l'aggressore sarà punito oggi".
Sul piano delle forniture militari, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha bollato come "false e prive di fondamento" le indiscrezioni riguardanti un presunto accordo da 60-70 milioni di dollari per la vendita a Teheran di 400 sistemi lanciamissili: "I rapporti non sono veri e sono infondati. La Cina ha sempre svolto un ruolo costruttivo nel promuovere la pace e l'allentamento delle tensioni nei conflitti".
Da parte sua, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito la piena intesa strategica con l'amministrazione americana: "Ci sono tre opzioni per il presidente Trump: riuscire a portare a termine l'accordo con l'Iran, continuare il blocco navale, o intraprendere azioni militari. Qualsiasi cosa porti alla fine del programma nucleare iraniano è ciò che vogliamo, è il nostro obiettivo comune, ne abbiamo parlato. Questa interpretazione è una caricatura. Abbiamo esaminato le tre opzioni, ma è una sua decisione".
Nel frattempo, mentre dalla Casa Bianca il presidente Donald Trump ha scandito l'intenzione di "finire l'Iran molto presto", dal Pentagono è giunta la notizia dell'assegnazione a Lockheed Martin di un maxi-contratto da 59 miliardi di dollari per triplicare la produzione annuale di missili Patriot entro il 2030.
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