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Emergono i messaggi shock scritti in inglese prima dell'agguato: "La scuola ha fallito, mi vendico della prof di francese". Migliorano le condizioni di Chiara Mocchi: trasferita in reparto dopo l'operazione.
Emergono i messaggi shock scritti in inglese prima dell'agguato: "La scuola ha fallito, mi vendico della prof di francese". Migliorano le condizioni di Chiara Mocchi: trasferita in reparto dopo l'operazione.
Dietro l’accoltellamento avvenuto all'istituto "Leonardo da Vinci" di Trescore Balneario non ci sarebbe un raptus, ma una lucida e agghiacciante pianificazione basata sulla conoscenza dei limiti della legge italiana.
In un lungo post in inglese pubblicato sul suo canale Telegram, il tredicenne aveva spiegato i motivi del gesto e la certezza dell'impunità: "Visto che a quanto pare i 'ragazzi' non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio: non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare: uccidere lei e chiunque cercherà di impedirmelo".
Il memoriale del giovane descrive un profondo senso di alienazione e un risentimento specifico verso la vittima, Chiara Mocchi: "Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese".
Lo studente accusa la docente di averlo umiliato e di aver ignorato episodi di bullismo subiti in classe: "La scelta non è casuale, è mirata. Le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute di cattivo gusto e giustificare la violenza contro di me anche quando sono chiaramente la vittima".
Il testo prosegue citando un test comportamentale che sarebbe stato usato come "sabotaggio" contro di lui: "Mi sembra un sabotaggio. Mi sta incatenando a questa vita di sofferenza solo perché non le piaccio. La mia vita è dettata da adulti a cui non importa nulla di me".
Mentre gli psicologi continuano a fornire supporto agli studenti di via Damiano Chiesa, tornati regolarmente in classe stamattina, arrivano notizie rassicuranti dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Le condizioni di Chiara Mocchi, 57 anni, sono in netto miglioramento: dopo aver trascorso la notte in terapia intensiva senza complicazioni in seguito al delicato intervento chirurgico al collo e all'addome, la docente è stata trasferita in reparto.
Resta lo shock per le parole finali del tredicenne, che descrivono l'aggressione quasi come un diversivo esistenziale: "Non è solo un atto di vendetta, è un modo per rompere la noiosa routine nel modo più estremo possibile. Sono stanco di essere un tipo banale, di dover fare sempre le stesse cose".
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