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- Roma - Mercoledì 8 Luglio 2026
Trump al vertice Nato: "Iran cancro, cessate il fuoco finito"
Il tycoon attacca a 360 gradi: "Spagna senza speranza, stop a commercio. Italia male sulle basi". Meloni vede Zelensky: "Fermo impegno per Kiev, focus su aiuti a rete energetica". Firmato il documento finale sull'Articolo 5.
Un vertice Nato ad altissima tensione quello in corso ad Ankara, in Turchia, scosso dalle pesanti recriminazioni del presidente statunitense Donald Trump verso gli alleati europei, dal collasso definitivo dei canali diplomatici con Teheran e dai nodi irrisolti sulla spesa militare.
Nonostante le frizioni, i capi di Stato e di governo dell'Alleanza Nord Atlantica hanno siglato la dichiarazione finale del summit, blindando la difesa collettiva: "Noi, capi di Stato e di governo dell'Alleanza del Nord Atlantico, ci siamo riuniti ad Ankara per ribadire il nostro incrollabile impegno a favore della nostra difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato di Washington e del legame transatlantico. Un attacco contro uno di noi è un attacco contro tutti", si legge nel documento ufficiale, che definisce Mosca "una minaccia a lungo termine" e stanzia per il 2026 ben 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento a Kiev, con l'impegno a mantenere livelli equivalenti nel 2027.
Dietro la facciata dell'unità formale, le parole di Trump prima dell'avvio della sessione plenaria e durante i bilaterali hanno gelato le cancellerie. Ricevuto dal segretario generale Mark Rutte, il presidente Usa ha manifestato tutta la sua frustrazione: "All'incontro parlerò delle questioni che ci stanno a cuore, la Groenlandia è un grande problema. Noi abbiamo speso più di mille miliardi in 10 anni per defendere i paesi Nato dalla Russia e in cambio siamo trattati ingiustamente. Sono molto arrabbiato con Nato, abbiamo pagato troppo", ha scandito il tycoon, aggiungendo che "sono molto arrabbiato con la Nato, perché paghiamo davvero, davvero troppo, miliardi e miliardi di dollari in più del dovuto, è ingiusto, perché siamo noi a proteggerli ma non ci sono per noi. Solo i paesi piccoli hanno offerto aiuto".
Trump ha poi rincarato la dose sulla questione artica: "La Groenlandia è importante per noi, non per la Danimarca", rimarcando l'irritazione per la mancata annessione. Poco dopo, ha messo nel mirino Roma: l'Italia "ha fatto molto male" nelle decisioni sulle sue basi.
L'affondo più duro è stato però riservato a Madrid: "La Spagna è un pessimo alleato, non voglio avere rapporti con loro, i rapporti commerciali sono finiti, sono un caso senza speranza: ci sono anche un altro paio di paesi ma La Spagna è particolarmente ostile".
A stretto giro è arrivata la replica di fonti della Moncloa, rilanciata da 'El Pais' e 'Tve': "La Spagna riceve con tranquillità e normalità queste dichiarazioni. Il nostro Paese mantiene una magnifica relazione sociale, culturale ed economica con gli Stati Uniti e la nostra intenzione è che questo non cambi". Madrid ha ricordato che "gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale con la Spagna", che il paese fa parte della cornice Ue e che "i legami economici sono tessuti dalle imprese private, non dai governi. Le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Spagna sono vantaggiose per entrambi i Paesi, sia nell'ambito commerciale che in quello della difesa".
Sulla stessa linea il premier spagnolo Pedro Sanchez, che su X ha scritto: "Sicurezza e prosperità. Entrambe possono e devono andare di pari passo. Partecipo al summit con la certezza che la sicurezza europea si costruisce dall'unità dei suoi alleati e che la Spagna continuerà a soddisfare le capacità che esige l'Alleanza senza tagliare di un centimetro il nostro stato sociale", ricordando che Madrid soddisfa tutti i requisiti di capacità richiesti pur essendo l'unico alleato a non aver sottoscritto l'aumento della spesa militare al 5% del Pil entro il 2035.
Di contro, Rutte ha provato a mediare lodando Trump nell'incontro bilaterale: "Dall'Europa sono partiti 5mila voli a sostegno di Epic Fury, è tantissimo, e anche la Spagna ora è al 2%, se non ci fossi stato tu non sarebbe successo, è una tua grande vittoria, prendila. Abbiamo fatto un accordo a Davos sulla Groenlandia e sarò lì a vedere che sia attuato".
Nello scacchiere globale, Trump ha invece elogiato Pechino: "La Cina ci ha trattato bene", ha confidato a Rutte esaltando l'accordo su TikTok e aggiungendo: "Sono la persona numero uno su TikTok con circa 4 miliardi di visualizzazioni". Il fronte mediorientale registra invece una rottura totale. In conferenza stampa, Trump ha annunciato la fine di ogni mediazione con Teheran: "Iran malato e bugiardo, il cessate il fuoco è finito", ricordando la repressione interna del regime arabo, "e poi ci stupiamo di quello che fanno in politica estera. Sono persone pessime. Non voglio sprecare il mio tempo, se i negoziatori vogliono continuare a parlare... ma a me loro non piacciono".
Il tycoon ha poi rincarato la dose secondo quanto riferito da Sky News: "Queste sono persone malvagie e malate, e dobbiamo sbarazzarcene: sono un cancro. Sono un cancro. E sapete cosa bisogna fare? Bisogna estirpare il cancro sul nascere. Sono malati. C'è qualcosa che non va in loro. Abbiamo detto loro 'Andate a occuparvi delle vostre faccende funebri', e invece ieri hanno iniziato a sparare razzi e navi. Quindi ieri sera li abbiamo colpiti duramente", quantificando la risposta Usa come "20 volte più dura" delle azioni iraniane.
"Ho detto loro che ogni volta che colpiscono, colpiamo anche noi. Ovviamente sono giocatori scorretti, quindi se la prendono con tutti. Quindi non ci piacciono, non piacciono a me, e sono persone malvagie. Non voglio più avere a che fare con loro. Per quanto mi riguarda, è finita. Parlerò con i nostri negoziatori, loro vogliono negoziare. Per quanto mi riguarda, è solo una perdita di tempo occuparsi di loro", ha continuato Trump.
Tuttavia, secondo fonti a conoscenza dei colloqui a porte chiuse citate da Reuters, il leader americano avrebbe rassicurato gli alleati sulla permanenza di Washington nell'Alleanza ("Vogliamo restare con voi"), confermando la disponibilità a vendere armi, senza formalizzare l'atto di chiusura del cessate il fuoco provvisorio in quella sede e tralasciando la disputa sulla Groenlandia.
Sul versante dei lavori, la seconda giornata del vertice ha visto l'arrivo al complesso presidenziale Bestepe della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e dall'ambasciatore Alessandro Azzoni. Meloni ha avuto un atteso colloquio bilaterale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Nel corso del colloquio – spiega una nota di Palazzo Chigi – è stato ribadito il fermo impegno dell'Italia al fianco dell'Ukraina e a favore di un percorso che conduca a una pace giusta e duratura. Meloni ha inoltre confermato la prosecuzione dell'assistenza italiana alla popolazione ucraina, con particolare attenzione agli interventi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche, duramente colpite dagli attacchi russi".
Zelensky ha espresso forte gratitudine tramite Telegram: "Ho incontrato il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giorgia Meloni. È stata una conversazione importante. L'ho informata della situazione in Ucraina. Abbiamo discusso delle prospettive di una collaborazione comune in Europa sull'antibalistiche, per rafforzare la protezione di tutti, sia dell'Ucraina che di ogni altro paese. Abbiamo parlato della necessità di missili aggiuntivi per i sistemi di difesa aerea, e contiamo molto sul loro sostegno. L'Italia ha sempre aiutato a proteggere la vita in modo principale".
Zelensky ha poi incontrato lo stesso Donald Trump. Nonostante i vecchi attriti dello scorso anno alla Casa Bianca, il presidente Usa ha gettato acqua sul fuoco: "Io e Zelensky abbiamo sviluppato un buon rapporto" dallo Studio Ovale a oggi. Trump ha poi aggiunto: "Ho ricevuto molto amore al summit della Nato".
Pronta la replica del leader ucraino: "Ringrazio per il sostegno americano e so che Trump farà il possibile per fermare questa guerra".
Nei retroscena del vertice emerge che Trump, giunto ad Ankara a bordo del nuovo Air Force One striato d'oro, ha comunque espresso delusione per la mancata sponda di Francia, Germania, Regno Unito e della stessa Italia sullo Stretto di Hormuz e sulla crisi iraniana, definendolo un "errore" di Meloni, pur descrivendola come "una brava persona" che gli piace. "Il nostro rapporto è diventato un po' cattivo, ha rifiutato di aiutarci, io non le ho messo pressione. Ha rifiutato di essere coinvolta sullo Stretto di Hormuz, ha rifiutato di essere coinvolta sull'Iran. Ha guastato il rapporto. Mi piace, è una brava persona, ma penso che abbia fatto un errore. Gli Stati Uniti hanno tanto petrolio, più di chiunque altro, non ci serve Hormuz, noi lo facciamo perché pensiamo sia importante: lei non c'è stata per noi e non ne sono stato felice", avrebbe confidato il presidente Usa, che si è detto comunque fiducioso sulle trattative di pace globali: "Penso che sia Zelensky che Putin vogliano raggiungere un accordo, è un peccato che ci voglia così tanto tempo: ho avuto una conversazione molto positiva e lunga con il presidente russo e una con Zelensky, dopo. Penso che risolveremo la guerra, speriamo presto".
A fare da mediatore e padrone di casa è il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha accolto Trump con i massimi onori nel tentativo di riaprire i dossier sui caccia F-35 e sui motori per il velivolo Kaan. Aprendo il Consiglio Atlantico, il leader di Ankara ha inviato un messaggio netto all'Ue, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz auspicava ad Ankara la nascita di un "nuovo spirito Nato, più forte e più coesa". Erdogan ha avvertito: "Ora che gli alleati europei hanno iniziato il processo di assumersi più responsabilità all'interno della Nato è necessario che non siano intraprese azioni che indeboliscano l'integrità dell'alleanza e delle relazioni transatlantiche. E qui vorrei rivolgermi in particolare ai nostri alleati che sono membri dell'Unione europea: il massimo beneficio dagli sforzi dell'Ue nel campo della sicurezza può essere ottenuto solo ed esclusivamente evitando inutili duplicazioni con la Nato, ad esclusione degli alleati che non sono membri dell'Unione".
Infine, Erdogan ha sposato la linea diplomatica della Casa Bianca: "Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, Trump ha una visione per la pace che condivido. Ritengo che dovrebbe essere data all'Ucraina qualunque cosa di cui ha bisogno. Continuiamo a sostenere l'Ucraina ma dovremmo anche incoraggiare la Russia verso la pace e utilizzare i migliori canali per questo". Sullo sfondo, c'è spazio anche per il colore istituzionale: una sessione di jogging mattutina per il presidente francese Emmanuel Macron nel parco Seğmenler prima di sedersi al tavolo dei negoziati.
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