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Il presidente americano attacca Teheran sulla gestione del transito energetico mentre il conflitto in Libano si inasprisce. L'esercito israeliano minaccia di colpire le ambulanze: "Hezbollah ne fa uso militare".
Il presidente americano attacca Teheran sulla gestione del transito energetico mentre il conflitto in Libano si inasprisce. L'esercito israeliano minaccia di colpire le ambulanze: "Hezbollah ne fa uso militare".
Il presidente americano Donald Trump ha attaccato duramente Teheran riguardo alla gestione dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico.
Attraverso il social Truth, Trump ha scritto: "L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo", sottolineando come il limite di 15 navi al giorno imposto dal regime non sia in linea con il cessate il fuoco.
Mentre gli USA chiedono a Israele una de-escalation in Libano, il premier Netanyahu apre ai negoziati con Beirut ma chiarisce: "Nessuna tregua con Hezbollah".
Nel frattempo, fonti sanitarie iraniane stimano oltre 3.000 morti negli attacchi subiti dall'Iran durante la guerra, pur senza fornire dettagli sulla ripartizione tra civili e militari.
Nelle prime ore di stamani, un'allerta antiaerea è scattata in tutta Israele, coinvolgendo la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera di Ashdod a seguito del lancio di razzi dal Libano. Secondo quanto riportato da Afp, i continui scontri tra Israele e Hezbollah stanno mettendo a dura prova la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran. Il Comando del Fronte Interno ha emesso allerte per diverse aree, comprese comunità meridionali lontane dal confine; i media locali hanno riferito che i sistemi di difesa hanno intercettato almeno un vettore, mentre Hezbollah ha rivendicato su Telegram tre ondate di attacchi con missili e droni contro soldati israeliani e città del nord.
L'Idf ha risposto duramente annunciando che inizierà a colpire anche le ambulanze, accusando Hezbollah di farne "ampio uso militare". Il portavoce Avichay Adraee ha precisato che Israele "agirà in conformità con il diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta da Hezbollah, compreso l’uso di strutture mediche e ambulanze".
Il Capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, ha confermato: "L'Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco" in Libano.
La diplomazia resta bloccata in un clima di profonda sfiducia. Teheran ha smentito ufficialmente l'arrivo di una sua delegazione a Islamabad per i colloqui con gli Stati Uniti guidati da Vance, definendo le notizie "completamente false". Fonti vicine ai Pasdaran affermano che "i negoziati rimangono sospesi fino a quando gli Stati Uniti non rispetteranno i propri impegni in merito al cessate il fuoco in Libano e il regime israeliano non cesserà i propri attacchi".
Anche il Kuwait ha denunciato "efferati attacchi" iraniani contro infrastrutture vitali, mentre il ministro della Difesa pakistano ha rimosso un post che definiva Israele "una maledizione per l'umanità", attirandosi le ire di Gerusalemme.
In questo scenario, monsignor Paolo Borgia, nunzio apostolico a Beirut, denuncia una strage di civili e bambini, definendo "deprecabile" l'attacco al contingente Unifil che continua a monitorare la Blue Line.
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