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Dopo il debutto torinese, il capolavoro ispirato al film del 1952 approda nella Capitale dal 15 al 26 aprile. Una nuova edizione italiana che punta su ironia e spettacolari effetti scenici.
Dopo il debutto torinese, il capolavoro ispirato al film del 1952 approda nella Capitale dal 15 al 26 aprile. Una nuova edizione italiana che punta su ironia e spettacolari effetti scenici.
Il fascino senza tempo della Hollywood anni '20 sbarca al Teatro Brancaccio di Roma, dove dal 15 al 26 aprile andrà in scena la nuova edizione di "Cantando sotto la pioggia".
Prodotto da Fabrizio di Fiore Entertainment e FdF Gat, lo spettacolo approda nella Capitale dopo il successo torinese, proponendo un adattamento che esalta l'ironia e la leggerezza del celebre film diretto da Gene Kelly e Stanley Donen.
La regia e le coreografie portano la firma di Luciano Cannito, che ha voluto imprimere alla produzione un ritmo travolgente e un tono marcatamente comico.
Sul palco, un cast d'eccezione vede come protagonisti Lorenzo Grilli, Flora Canto e Martina Stella, celebre interprete de "L'ultimo bacio", affiancati da Vittorio Schiavone, Maurizio Semeraro e Sergio Mancinelli. Il progetto vanta un team creativo di alto profilo, con le scene di Italo Grassi, i costumi di Silvia Califano, la direzione musicale di Ivan Lazzara e il disegno luci di Valerio Tiberi, mentre l'audio di Franco Patimo garantisce un'immersione sonora totale nella transizione storica dal cinema muto al sonoro.
Il regista Luciano Cannito ha sottolineato l'importanza di questa operazione culturale e artistica, spiegando che "portare in scena 'Cantando sotto la pioggia' significa confrontarsi con un capolavoro assoluto del musical, un’icona del cinema e del teatro musicale che ha segnato l’immaginario collettivo di intere generazioni".
Secondo Cannito, non si tratta di un semplice omaggio, ma di una sfida per "restituire al pubblico contemporaneo tutta la sua energia vitale, la sua ironia intelligente, la sua contagiosa gioia di vivere". In questa versione, la scelta è stata quella di accentuare lo spirito brillante della vicenda di Don Lockwood e Kathy Selden, ambientata durante la rivoluzione tecnologica del "nuovo" cinema parlato.
Per il regista, questo passaggio epocale riflette temi attuali come "il potere trasformativo dell’arte, della resilienza degli artisti, della capacità di reinventarsi e di trovare una propria voce anche quando tutto cambia".
L'allestimento promette di stupire non solo per le performance del cast selezionato tramite audizioni nazionali, ma anche per l'iconica sequenza della pioggia, realizzata con effetti speciali sorprendenti. Il lavoro sulle coreografie ha cercato di mantenere un equilibrio tra rispetto della tradizione e modernità, dove il movimento diventa un vero e proprio linguaggio narrativo. "Con questo allestimento invitiamo il pubblico a lasciarsi travolgere da uno spettacolo che è puro intrattenimento, ma anche un omaggio all’arte del fare spettacolo", conclude Cannito, invitando gli spettatori "a cantare, ridere, sognare… e a lasciarsi sorprendere dalla magia della pioggia in scena, che non è solo un effetto scenico, ma un’emozione da vivere insieme, nel buio di una sala piena di luce".
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