Giustizia, Anm: "Con i gip della legge Nordio tribunali paralizzati". Il Ministero: "A giorni un cronoprogramma"

I magistrati chiedono di sospendere la norma che prevede tre giudici per le custodie cautelari, temendo il blocco degli uffici per carenza di organico. Via Arenula apre al dialogo per affrontare le criticità.

(Prima Notizia 24)
Venerdì 10 Aprile 2026
Roma - 10 apr 2026 (Prima Notizia 24)

I magistrati chiedono di sospendere la norma che prevede tre giudici per le custodie cautelari, temendo il blocco degli uffici per carenza di organico. Via Arenula apre al dialogo per affrontare le criticità.

Governo e magistratura si trovano di fronte a un nuovo banco di prova nel delicato percorso di dialogo avviato dopo i recenti annunci di distensione post-referendari.

Il nodo del contendere è rappresentato dal cosiddetto "gip collegiale", una misura garantista introdotta dalla legge Nordio del 2024 che prevede la presenza di tre giudici per decidere sulle richieste di custodia cautelare in carcere.

L’Associazione Nazionale Magistrati è intervenuta con fermezza chiedendo a Esecutivo e Parlamento di "sospendere subito l'entrata in vigore" della norma, prevista per il prossimo 24 agosto. Secondo le toghe, l'attuazione del provvedimento, senza un previo rinforzo del personale, rischia di "paralizzare il lavoro dei tribunali italiani".

La preoccupazione principale riguarda la carenza di organico: l'Anm chiede infatti di bloccare la misura almeno "fino al necessario adeguamento delle piante organiche" per evitare il pericolo che "altri settori restino scoperti". A supporto di questa tesi, l'Associazione guidata dal neopresidente Giuseppe Tango cita dati allarmanti: ben 39 uffici tra gip e gup hanno meno di tre magistrati in organico.

La Giunta specifica che "il numero di magistrati italiani è poco più della metà della media europea e questo è inaccettabile se si vuole garantire un servizio efficace per la tutela dei diritti di tutti". In tale contesto, l'introduzione della collegialità rischierebbe di bloccare "i tribunali medi e piccoli" e provocare "in quelli grandi un aumento dei tempi del processo, senza un reale beneficio".

Il Ministero della Giustizia ha risposto rapidamente ai timori delle toghe, mostrando un’apertura al confronto. Attraverso una nota ufficiale, via Arenula ha infatti annunciato che "nei prossimi giorni, nel solco di un fattivo ritrovato spirito di collaborazione, si procederà a istruire un cronoprogramma di realizzazione, che preveda altresì un reale confronto con il Consiglio superiore della magistratura e con l'Avvocatura, come già auspicato anche in caso di vittoria del Sì al referendum".

Sebbene lo slittamento della misura venga considerato probabile da diversi ambienti, resta incertezza sull'efficacia di una semplice proroga. Se da un lato il governo punta a colmare i vuoti d'organico entro la fine dell'anno, dall'altro alcuni magistrati avvertono che "per garantire la piena operatività del gip collegiale servirebbe un decisivo aumento del personale, oltre i numeri attualmente previsti".

La sfida per il Guardasigilli sarà dunque quella di bilanciare le tutele garantiste introdotte dalla riforma con l'esigenza pragmatica di non mandare in tilt il sistema giudiziario, cercando una mediazione che soddisfi le istanze dell'Anm senza rinnegare l'impianto del provvedimento approvato due anni fa.


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