
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 4 Giugno 2026
Ucraina, Lavrov accusa gli Usa: "Washington non ha rispettato gli accordi presi in Alaska"
La Russia continua a perseguire progetti infrastrutturali, mentre l'Ucraina cerca forniture militari avanzate dalla Germania per rafforzare la propria difesa.
Il canale del confronto diplomatico tra la Federazione Russa e gli Stati Uniti d'America fa registrare una nuova e pesante battuta d'arresto. Il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, è intervenuto pubblicamente per tracciare un bilancio fortemente critico sull'evoluzione dei contatti riservati intercorsi tra le due superpotenze nel corso dell'ultimo anno.
Secondo la ricostruzione ufficiale del Cremlino, l'amministrazione guidata da Donald Trump avrebbe bloccato l'avanzamento dei canali di mediazione inaugurati durante lo storico bilaterale del 15 agosto 2025 svoltosi in Alaska, un appuntamento che avrebbe dovuto gettare le basi per il progressivo congelamento delle ostilità sul terreno di guerra.
In un'ampia intervista concessa all'emittente televisiva Rt Arabic e successivamente ripresa dall'agenzia di stampa statale Tass, il capo della diplomazia russa ha espresso il proprio scontento per l'atteggiamento ondivago registrato sul versante statunitense, evidenziando la presenza di un piano dettagliato che era stato concordato tra i due presidenti: “In Alaska è stata raggiunta un'intesa molto chiara basata su una proposta specifica degli Stati Uniti”.
Lavrov ha manifestato profondo rammarico per l'occasione sprecata, attribuendo interamente a Washington la responsabilità del prolungamento delle attività belliche in Europa orientale: “E se gli Usa avessero veramente promosso questa iniziativa, penso che da molto tempo saremmo al tavolo negoziale, e le ostilità sarebbero cessate”.
Il diplomatico ha poi ribadito la formale apertura del proprio governo a una via d'uscita politica, lamentando però l'assenza di interlocutori credibili ed evidenziando come la Russia sia “pronta a condurre negoziati sull'Ucraina, ma non vede la stessa disponibilità dall'altra parte”, per poi chiosare amaramente: “Non riusciamo a trovare, dall'altra parte, interlocutori con cui poter dialogue”.
La linea di fermezza adottata dalle autorità di Mosca ha trovato immediato riscontro operativo a margine dei lavori del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief). Nonostante l'evento abbia visto il ritorno di una rappresentanza ufficiale americana guidata da Rodney Cook, presidente della commissione per le Belle Arti, il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha escluso categoricamente l'avvio di colloqui politici bilaterali a margine dei panel culturali. Rispondendo alle domande dei cronisti, Peskov è stato perentorio nel congelare le aspettative della vigilia: “No, non ne abbiamo in programma”, confermando che il presidente Vladimir Putin e l'entourage presidenziale non intratterranno vertici con gli inviati d'oltreoceano.
Se l'orizzonte diplomatico legato al dossier ucraino resta profondamente compromesso, i canali commerciali e infrastrutturali russi continuano a guardare a progetti di cooperazione globale a lungo termine.
Sempre all'interno della kermesse economica di San Pietroburgo, il consigliere presidenziale per gli investimenti esteri Kirill Dmitriev ha riacceso i riflettori sull'ambizioso piano ingegneristico destinato a collegare stabilmente l'estremo oriente russo con il continente americano tramite un'infrastruttura sotterranea transoceanica.
Il negoziatore economico ha annunciato la firma imminente di un protocollo d'intesa per dare continuità alle analisi preliminari dell'opera: “A proposito del tunnel, avremo notizie domani, firmeremo un accordo per continuare la progettazione, ci sarà un tunnel”. Un annuncio che contrasta sul piano dell'immagine con le tensioni geopolitiche correnti, muovendosi su un binario parallelo rispetto alle polemiche sollevate da Lavrov sul mancato rispetto dei patti.
Sul versante strettamente militare del conflitto, le dinamiche sul campo spingono l'Ucraina a intensificare la ricerca di forniture belliche avanzate per mettere in sicurezza le propri città e le linee strategiche. Secondo quanto rivelato da un'inchiesta dell'agenzia Bloomberg, il governo di Kiev ha formalizzato una richiesta straordinaria alla Germania per l'ottenimento di decine di vettori intercettori per le batterie di difesa aerea Patriot.
La proposta ucraina si basa su uno schema di scambio dilazionato nel tempo: l'esercito di Kiev riceverebbe immediatamente i missili pronti al lancio attingendo direttamente dai magazzini e dalle riserve strategiche della Bundeswehr tedesca, impegnandosi a restituire a Berlino un quantitativo equivalente di munizioni di nuova produzione non appena le fabbriche nazionali avranno completato i cicli industriali futuri.
L'esecutivo tedesco, che figura tra i principali sostenitori militari della resistenza ucraina, ha fatto sapere di aver avviato l'esame della proposta, riservandosi di formulare una risposta ufficiale nei prossimi giorni.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















