
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 21 Maggio 2026
Ucraina: raid di Kiev contro quartier generale Fsb nel Kherson. Zelensky: "Centinaia tra morti e feriti". Mosca apre al dialogo con l'Europa
Il presidente ucraino diffonde sui social il video dell'attacco simultaneo condotto dalle forze speciali con droni. Intanto il Cremlino ringrazia la Cina per l'impegno di mediazione dopo il vertice Putin-Xi e accoglie positivamente il dibattito a Bruxelles sulla nomina di un negoziatore europeo.
I droni d'assalto delle forze speciali di Kiev tornano a seminare il panico nelle retrovie delle zone occupate, colpendo duramente l'apparato di sicurezza di Mosca.
Attraverso una nota diffusa sui propri canali social ufficiali, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha documentato la distruzione di un importante snodo dei servizi segreti nemici, confermando che “le forze speciali ucraine hanno colpito il quartier generale dell'Fsb russo nel villaggio di Genicheska Hirka, nell'oblast di Kherson, provocando circa un centinaio fra vittime e feriti”.
Il video allegato al post mostra esplosioni simultanee che sventrano i complessi edilizi del piccolo centro rurale. Secondo la presidenza ucraina, questo genere di operazioni asimmetriche serve ad logorare la determinazione russa nel lungo periodo: “I russi devono sentire la necessità di porre fine a questa guerra”, ha concluso Zelensky.
Sul fronte diplomatico si registrano invece movimenti significativi sull'asse euroasiatico, dopo i faccia a faccia politici ad altissimo livello avvenuti in Asia Orientale. La presidenza russa ha manifestato un esplicito apprezzamento per la spinta alla mediazione esercitata dalla leadership cinese, sottolineando che la Cina è “pronta a impegnarsi” per sbloccare lo stallo diplomatico. Il portavoce Dmitry Peskov ha confermato che la stesura di un possibile piano di pace è stata analizzata nel dettaglio durante i colloqui bilaterali tra Vladimir Putin e Xi Jinping a Pechino, aggiungendo: “Il tema dell'Ucraina è stato effettivamente affrontato. La Cina è davvero pronta a impegnarsi per contribuire a trovare una soluzione pacifica. Siamo grati ai nostri amici cinesi per questo”.
Allo stesso tempo, si registra una parziale apertura di Mosca nei confronti dei partner continentali, accogliendo con favore il dibattito interno a Bruxelles sulla possibile istituzione di una figura diplomatica dedicata alla gestione della crisi. Il Cremlino ritiene infatti “una buona cosa” che all'interno delle istituzioni comunitarie si valuti il profilo di un emissario per riallacciare i contatti. In merito alle indiscrezioni sulla candidatura dell'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, Peskov ha ridimensionato il coinvolgimento diretto di Putin, specificando che il Capo di Stato si era limitato a rispondere a una sollecitazione dei cronisti in conferenza stampa e che “quindi Putin non ha preso alcuna iniziativa in tal senso”.
Ciò nonostante, l'evoluzione della postura politica europea viene vista a Mosca come un passaggio storico rilevante, dato che fino a pochi mesi fa un'opzione simile veniva esclusa a priori. La Russia ha ribadito la propria intenzione di non chiudere i canali istituzionali: “I russi sono pronti a dialogare. Riteniamo che parlare sia sempre meglio che portare le cose a uno scontro totale, ed è esattamente quello che gli europei stanno facendo ora”. Un eventuale passaggio dalle sanzioni alle trattative verrebbe salutato positivamente dalle autorità russe: se la linea dei governi occidentali cambierà a favore del confronto, ha concluso Peskov, “lo accoglieremo con favore”.
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