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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Ucraina, ultimatum di Mosca: "Stranieri e diplomatici lascino Kiev, pronte nuove rappresaglie contro centri decisionali"

Il ministero degli Esteri russo lancia un durissimo monito via Telegram in seguito al raid ucraino contro un convitto a Starobilsk, costato la vita a 21 ragazzi. 

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Il Cremlino inasprisce la retorica bellica e preannuncia una imminente ondata di bombardamenti mirati sulla capitale ucraina, modificando l'orizzonte di sicurezza per le rappresentanze diplomatiche internazionali ancora operative sul campo. Il ministero degli Esteri russo ha raccomandato ai cittadini stranieri a Kiev, incluso il personale delle ambasciate, di "lasciare la città il più presto possibile, e i residenti della capitale ucraina di non avvicinarsi agli obiettivi dell'infrastruttura militare e amministrativa", prefigurando una massiccia campagna di raid aerei e missilistici.

Nelle intenzioni dello stato maggiore di Mosca, le nuove operazioni si configurano come una ritorsione diretta a seguito dell'attacco condotto dalle forze di difesa ucraine nel corso della scorsa settimana contro una struttura civile situata nella regione di Lugansk, territorio attualmente sotto il controllo amministrativo e militare delle forze filorusse.

La durissima presa di posizione diplomatica e militare scaturisce dalle risultanze sul terreno di un bombardamento eseguito nella notte tra giovedì e venerdì scorsi a Starobilsk. Secondo i dati ufficiali forniti dai comandi russi, l'incursione di una flotta di droni d'attacco ucraini ha centrato un dormitorio studentesco che ospitava adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provocando un bilancio drammatico di 21 morti e oltre 40 feriti.

L'episodio ha innescato la reazione immediata della diplomazia moscovita che, attraverso una nota ufficiale pubblicata sui propri canali Telegram, ha stigmatizzato l'azione definendola come "un'altra prova evidente della natura nazista e terroristica del regime di Kiev".

Il documento punta il dito non solo contro i vertici politici ucraini, ma investe direttamente l'intera architettura di supporto logistico e militare occidentale: "La giunta di Zelensky e i suoi sponsor occidentali, che forniscono alle forze armate ucraine gli strumenti per commettere crimini contro il nostro popolo, hanno dimostrato al mondo intero il loro grave disprezzo per le norme del diritto internazionale umanitario".

L'intelligence e il ministero russo hanno formalizzato un vero e proprio cambio di passo nelle strategie di ingaggio sul territorio metropolitano della capitale ucraina, paventando la fine di qualsiasi gestione di contenimento. "Tutto questo ha fatto traboccare il vaso della pazienza", avverte in modo perentorio la diplomazia di Mosca, delineando una roadmap di attacchi ad alta precisione strutturata per colpire i nodi nevralgici della catena di comando e dell'industria bellica avversaria. Le forze di Mosca continueranno a sferrare "attacchi sistematici contro le imprese del complesso militare-industriale ucraino a Kiev, inclusi i luoghi specifici di progettazione, produzione, programmazione e preparazione all'uso dei droni utilizzati dal regime di Kiev con l'assistenza di esperti Nato, responsabili della fornitura di componenti, della fornitura di dati di intelligence e della guida dei missili".

La pianificazione strategica russa non intende fare sconti e si prefigge l'obiettivo di neutralizzare i vertici decisionali dell'apparato difensivo ucraino. "Gli attacchi saranno sferrati anche contro i centri decisionali e i posti di comando", si legge testualmente nella nota ministeriale, che ribadisce la massima urgenza dell'invito all'evacuazione rivolto al personale diplomatico straniero e ai civili autoctoni, "poiché i suddetti obiettivi sono sparsi in tutta Kiev".

La dislocazione diffusa di queste strutture sensibili all'interno del tessuto urbano della capitale aumenta esponenzialmente il rischio di danni collaterali devastanti, portando lo scenario di scontro a un livello di allerta mai registrato dall'inizio delle ostilità.

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