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"Debito comune per difesa e Intelligenza Artificiale per non essere spazzati via da Usa e Cina".
"Debito comune per difesa e Intelligenza Artificiale per non essere spazzati via da Usa e Cina".
Il Presidente francese Emmanuel Macron rompe gli indugi e lancia un ultimatum politico alla Germania e ai partner UE.
In una lunga intervista concessa a Le Monde e ai principali quotidiani del continente, tra cui Il Sole 24 Ore, il titolare dell'Eliseo invoca "un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale", prefigurando un nuovo scontro frontale con Berlino sulla natura della dottrina economica europea.
Macron mette l'Europa davanti a uno specchio, citando l'accelerazione dei competitor globali: "Rispetto al momento in cui sono stati pubblicati i rapporti scritti da Mario Draghi ed Enrico Letta, la Cina ha accelerato enormemente. Oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro. L'Europa deve decidere se diventare una potenza. Se dovessimo rimanere un mercato aperto ai quattro venti, saremmo spazzati via". Secondo il leader francese, l'UE non può più permettersi di agire come semplice "fattore di aggiustamento del resto del mondo".
La posta in gioco è la sopravvivenza stessa del modello democratico ed economico: "Oggi, abbiamo tre battaglie da condurre, nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell'intelligenza artificiale e nel quantico. In tutti questi settori investiamo molto meno rispetto a Cina e Stati Uniti. Se l'Unione Europea non fa nulla nei prossimi 3-5 anni, sarà spazzata via da questi settori. E quest'investimento, se vogliamo che preservi il mercato interno, che non lo frammenti ancora un po' di più, non dobbiamo rigettarlo sulle nazioni. Deve essere un investimento congiunto".
Macron ha poi quantificato lo sforzo necessario, citando i dati dell'ex premier italiano: "Mario Draghi stimava in 800 miliardi di euro all'anno i bisogni di investimenti pubblici e privati nelle tecnologie verdi e digitali. Se aggiungiamo la difesa e la sicurezza, arriviamo circa a 1.200 miliardi di euro all'anno".
Sul fronte militare, il Presidente ha inviato un messaggio chiarissimo al futuro governo tedesco guidato da Friedrich Merz, difendendo il progetto dell'aereo comune: "È un buon progetto. E non ho nessuna comunicazione tedesca sul fatto che non si tratti di un buon progetto. Quando gli industriali cercano di rinunciare alle sinergie, è una cosa, ma non sta a noi difenderla. Ne riparleremo con il cancelliere Friedrich Merz. Da parte mia, ritengo che le cose debbano procedere. E allo stesso modo sul carro armato da combattimento. Se per caso il partner tedesco rimettesse in discussione l'aereo comune saremmo costretti a rimettere in discussione anche il carro armato".
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