
- Prima Notizia 24
- Roma - Domenica 7 Giugno 2026
Un anno dopo Villa Pamphilj non dimentica: Roma ricorda Anastasia e Andromeda
A un anno dalla tragedia che ha colpito Roma, Villa Doria Pamphilj ha ospitato una cerimonia commemorativa per Anastasia e Andromeda, promossa dall'associazione Salvamamme e altre realtà locali.
di Luca Ferrante
A distanza di un anno dalla tragedia che ha profondamente colpito la coscienza collettiva della Capitale, Villa Doria Pamphilj è tornata a essere luogo di memoria, raccoglimento e impegno civile. Qui, dove furono rinvenuti i corpi di Anastasia e della piccola Andromeda, si è svolta una partecipata cerimonia promossa dall'associazione Salvamamme insieme alle associazioni Camminare in Libertà e Roma BPA – Mamma Roma e i suoi Figli Migliori.
Un momento intenso, carico di emozione, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, associazioni del territorio, volontari, famiglie, mamme e bambini con l'obiettivo di ricordare due vite spezzate troppo presto e, allo stesso tempo, trasformare il dolore in un'occasione concreta di riflessione e responsabilità collettiva.
Nel corso dell'iniziativa è emersa con forza la necessità di rafforzare la rete di protezione per le persone più vulnerabili. Proprio in questa direzione si inserisce la proposta lanciata da Grazia Passeri, presidente di Salvamamme, realtà che da anni opera al fianco di donne, madri e famiglie in condizioni di fragilità sociale provenienti da oltre cento nazionalità diverse.
L'idea è quella di realizzare una campagna informativa permanente nei principali luoghi pubblici della città, dalle stazioni ai presìdi sanitari, fino agli uffici aperti al pubblico, attraverso messaggi semplici, immediati e tradotti in più lingue, capaci di indicare con chiarezza i servizi di sostegno e i numeri ai quali rivolgersi in caso di difficoltà.
«Troppo spesso chi vive situazioni di isolamento, dipendenza o soggezione non conosce le opportunità di aiuto esistenti o non riesce ad accedervi. Dobbiamo costruire una città nella quale nessuno si senta invisibile», è il messaggio che ha accompagnato la proposta.
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità istituzionali. L'assessore regionale alle Politiche Sociali, Massimiliano Maselli, ha annunciato la donazione di un albero che sarà piantato in memoria di Anastasia e Andromeda non appena le condizioni climatiche lo consentiranno, trasformando il ricordo in un simbolo permanente di vita e rinascita.
La presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha invece deposto due rose bianche provenienti dal Roseto Comunale di Roma, mentre il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni territoriali a una comunità ancora profondamente segnata da quella vicenda.
Particolarmente commovente è stato il momento dedicato ai bambini e alle mamme assistiti da Salvamamme. Insieme a una rappresentanza delle Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato hanno deposto margherite e peluche accanto alle due panchine fucsia realizzate dal volontario Carlo, conosciuto da tutti come "Il Falegname". Le panchine, divenute nel tempo un simbolo di memoria e solidarietà, sono state il centro ideale di una cerimonia che ha unito generazioni diverse nel segno della vicinanza e della condivisione.
Numerose le associazioni che hanno aderito all'iniziativa, sostenuta dal Rotary Passport Italia District 2080, tra cui la Protezione Civile Arvalia, gli Amici di Villa Pamphilj, Cuore di Maglia, Piccoli Giganti, Impresa Sant'Annibale, Sotto gli Occhi di Elena e le Associazioni Motociclisti delle Forze dell'Ordine.
Il momento conclusivo ha assunto un forte valore simbolico. Guidati da Alberto Messali dell'associazione Camminare in Libertà, i partecipanti hanno percorso in silenzio i sentieri della Villa fino al luogo del ritrovamento dei corpi. Una camminata composta e rispettosa, vissuta come un gesto collettivo di riflessione e di vicinanza verso tutte le vittime della solitudine, dell'abbandono e della violenza.
A rendere ancora più significativo l'omaggio sono state le margherite donate da Patrizio Bellanti di Petali e Petali, deposte lungo il percorso come segno di affetto e memoria.
A un anno da quella tragedia, il messaggio emerso da Villa Pamphilj è stato chiaro e condiviso: ricordare Anastasia e Andromeda significa non soltanto custodirne il ricordo, ma impegnarsi affinché nessuna donna, nessuna madre e nessun bambino siano lasciati soli di fronte alle difficoltà. Perché una comunità che sa prendersi cura dei più fragili è una comunità più forte, più giusta e più umana.
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