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A quarantotto ore dall'apertura delle urne, il premier ungherese denuncia interferenze esterne e piani per destabilizzare il Paese, accusando gli avversari di voler manipolare il risultato elettorale.
A quarantotto ore dall'apertura delle urne, il premier ungherese denuncia interferenze esterne e piani per destabilizzare il Paese, accusando gli avversari di voler manipolare il risultato elettorale.
A soli due giorni dalle elezioni, il clima politico in Ungheria si infiamma drasticamente a causa delle pesanti accuse lanciate dal premier Viktor Orban.
Attraverso un video pubblicato sul suo profilo Facebook, il leader magiaro ha denunciato quello che definisce un tentativo di sovvertire l'ordine democratico, sostenendo che l'opposizione "complotta con servizi di intelligence stranieri, senza fermarsi davanti a nulla" per "impadronirsi del potere".
Secondo Orban, sarebbe in atto una strategia deliberata per minare la sovranità nazionale attraverso la cooperazione con apparati di sicurezza esterni. Il premier ha rincarato la dose parlando di un "tentativo organizzato di usare il caos, la pressione e la demonizzazione internazionale per mettere in discussione la decisione del popolo ungherese".
Nel suo intervento, Orban ha inoltre segnalato presunte minacce di violenza rivolte ai propri sostenitori e ha respinto con forza quelle che ha definito "accuse di brogli elettorali completamente inventate".
Il timore espresso dal governo è che siano state preparate manifestazioni a tavolino prima ancora dello scrutinio, con l'obiettivo di contestare l'esito del voto e destabilizzare il Paese in una fase cruciale per il suo futuro politico.
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