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  • Roma - Venerdì 15 Maggio 2026

Usa, Corte Suprema: prorogato l'accesso alla pillola abortiva

I giudici dell'Alta Corte bloccano temporaneamente le restrizioni sul mifepristone, preservando la vendita per corrispondenza e tramite telemedicina. Il caso torna ai tribunali di grado inferiore, ma resta lo scontro ideologico tra i massimi togati.

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A quattro anni dallo storico annullamento della sentenza "Roe v. Wade", la Corte Suprema degli Stati Uniti torna a occuparsi di diritti riproduttivi, offrendo un'ancora di salvezza temporanea alle pazienti e ai fornitori di servizi sanitari: i giudici hanno deciso di prorogare la sospensione di una sentenza di grado inferiore che mirava a limitare drasticamente la disponibilità del mifepristone, il farmaco più utilizzato per l'interruzione volontaria di gravidanza.

Grazie a questo intervento, le pillole abortive potranno continuare a essere prescritte online e spedite per posta nell'immediato futuro.

La decisione ha bloccato l'ordinanza emessa lo scorso primo maggio dalla Corte d'Appello del Quinto Circuito, che intendeva ripristinare l'obbligo di recarsi di persona in una struttura sanitaria per ottenere il farmaco. Tale restrizione avrebbe vanificato le recenti aperture della FDA sulla telemedicina.

La scelta della Corte non è passata senza polemiche interne: i giudici conservatori Clarence Thomas e Samuel Alito hanno espresso il loro dissenso.

Alito ha attaccato duramente la sospensione, definendola un tentativo di minare la precedente decisione della Corte di revocare il diritto costituzionale all'aborto: "L'ordinanza immotivata della Corte, che concede la sospensione in questo caso, è degna di nota. Ciò che è in gioco è la perpetrazione di un piano rivolto a minare la nostra decisione", ha scritto il giudice.

La controversia legale è tutt'altro che chiusa. Il caso torna ora a New Orleans e nasce dalla causa intentata dallo Stato della Louisiana contro la FDA, sostenendo che le norme permissive sulle spedizioni postali violassero la sovranità statale e i divieti locali.

Le case farmaceutiche produttrici del farmaco hanno invece difeso la validità dei protocolli scientifici, parlando di una decisione del Quinto Circuito priva di precedenti che avrebbe generato il caos. Mentre l'amministrazione Trump ha scelto di non prendere posizione ufficiale davanti all'Alta Corte, il destino del mifepristone rimane appeso ai futuri gradi di giudizio del calendario federale.

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