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- Roma - Giovedì 21 Maggio 2026
Usa: il Dipartimento del Tesoro revoca le sanzioni contro Francesca Albanese
L'amministrazione statunitense recepisce l'ordinanza del giudice federale Richard Leon, che aveva ravvisato una violazione del Primo Emendamento sulla libertà di parola. Cancellato il blocco finanziario globale che pendeva sulla funzionaria delle Nazioni Unite dal luglio 2025.
I canali istituzionali di Washington registrano un netto passo indietro sul fronte dello scontro diplomatico e legale che vedeva opposti i vertici governativi americani e gli organi di monitoraggio delle Nazioni Unite: gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati che aveva duramente criticato Israele, ottemperando a un'ordinanza giudiziaria.
Il provvedimento amministrativo che congelava le disponibilità economiche della giurista italiana è stato formalmente annullato.
Un avviso pubblicato sul sito web del Dipartimento del Tesoro ha ufficializzato la rimozione dalla lista nera costatale un blocco a livello globale con l'impossibilità di usare le principali carte di credito o l'effettuazione di ogni transazione bancaria.
La svolta è maturata a seguito di un pronunciamento della magistratura federale: la scorsa settimana, il giudice Richard Leon del District di Columbia ha accolto la richiesta di un'ingiunzione preliminare contro le sanzioni. La decisione dei giudici ha censurato la linea dura adottata dalla Casa Bianca, ravvisandovi un vizio di costituzionalità legato alle tutele sulla libera espressione del pensiero.
La scorsa settimana, Leon aveva stabilito che l'amministrazione Trump aveva con ogni probabilità violato i diritti di Albanese garantiti dal Primo Emendamento quando le aveva imposto le sanzioni a luglio del 2025 attraverso le misure che sembravano prendere di mira direttamente le sue dichiarazioni critiche nei confronti di Israele, decidendo di sospenderle in via temporanea. "La tutela della libertà di parola è 'sempre' nell'interesse pubblico", ha scritto Leon nel parere che ha accompagnato l'ordinanza. Il profilo internazionale della relatrice resta al centro di aspre contese politiche.
Albanese ricopre il ruolo di Relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi dal 2022, con il suo recente lavoro che si è concentrato sulla campagna militare israeliana contro Hamas a Gaza: ha accusato Israele di "genocidio" e "violazioni dei diritti umani a Gaza", segnalando alcuni anche funzionari alla Corte Penale Internazionale per l'eventuale processo, incluso il premier Benjamin Netanyahu.
Tali posizioni avevano suscitato la durissima reazione dei vertici del Dipartimento di Stato. Il segretario di Stato Marco Rubio, nell'annunciare le sanzioni contro Albanese a luglio del 2025, aveva espresso pesanti giudizi tra cui quelli su un "antisemitismo sfacciato", su "un sostegno al terrorismo" e sull'aperto "disprezzo nei confronti degli Stati Uniti, di Israele e dell'Occidente".
Dal canto suo, la funzionaria internazionale ha sempre rispedito al mittente le censure e i tentativi di delegittimazione del proprio operato. La relatrice Onu, si era difesa dalle accuse di antisemitismo, mosse anche da Israele, respingendo le contestazioni di sostegno ai gruppi terroristici e l'equiparazione delle sue critiche verso Israele con l'antisemitismo.
Albanese è stata in prima linea nell'accusare Israele di aver commesso un genocidio a Gaza nel corso della sua campagna militare, avviata in risposta agli attacchi perpetrati da Hamas il 7 ottobre 2023: era già finita nella bufera dopo aver affermato che le vittime dell'attacco di quasi tre anni fa non sono state uccise in quanto ebree, ma a causa delle azioni israeliane.
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