
- Prima Notizia 24
- Padova - Giovedì 30 Luglio 2026
Vallanzasca non tornerà più in carcere, differimento della pena definitivo per le gravi condizioni di salute
L'ex boss della Banda della Comasina sconterà i quattro ergastoli in una Rsa della provincia di Padova.
Renato Vallanzasca non varcherà mai più la soglia di un istituto di pena. Il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha accolto integralmente le istanze avanzate dagli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, trasformando in definitivo e senza termine il differimento della pena in regime di detenzione domiciliare presso una residenza sanitaria assistenziale in provincia di Padova.
La decisione dei giudici scaturisce da un quadro clinico ritenuto del tutto incompatibile con il regime penitenziario, caratterizzato da una grave e irreversibile patologia neurologica che rende l'ex boss settantaseicenne non più in grado di provvedere autonomamente alle proprie esigenze quotidiane.
L'ordinanza, depositata nella giornata di giovedì 30 luglio, recepisce e applica i principi stabiliti dallo scorso maggio da una pronuncia della Corte Costituzionale.
La Consulta ha infatti sancito che, in presenza di un'incapacità psicofisica irreversibile del condannato, la previsione di un differimento della sanzione privo di scadenza – senza la necessità di periodiche ed estenuanti rivalutazioni magistratuali – rispetta appieno i principi costituzionali, la funzione rieducativa della pena e il diritto alla salute.
Dopo aver trascorso oltre mezzo secolo dietro le sbarre, l'ex malavitoso proseguirà dunque la misura detentiva come ospite permanente della struttura dell'Opera della Provvidenza Sant'Antonio, centro specializzato nell'assistenza a pazienti affetti da demenza e Alzheimer.
Figura simbolo della criminalità milanese tra gli anni Settanta e Ottanta, noto con il soprannome di "bel René", Vallanzasca è stato a capo della Banda della Comasina, rendendosi responsabile di circa 70 rapine a mano armata, conflitti a fuoco con le forze dell'ordine, quattro sequestri di persona e sette omicidi, quattro dei quali eseguiti di suo pugno.
Arrestato inizialmente nel 1972, fu protagonista di una clamorosa evasione dall'ospedale che diede il via a una sanguinosa latitanza, conclusasi con la definitiva cattura a Roma e la condanna complessiva a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione.
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